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MAREMOTO IN ASIA: INDONESIA RINUNCIA A CONTA VITTIME

È salito a 125.000 vittime il bilancio del maremoto che domenica scorsa ha colpito sei nazioni dell’Asia meridionale, del sudest asiatico e cinque Paesi in Africa orientale. Il terribile conteggio è il risultato delle cifre dichiarate dalle autorità e dalle organizzazioni umanitarie internazionali impegnate sul campo.

Poche ore fa il governo indonesiano, dopo aver fissato tra 80.000 e 100.000 la stima delle vittime – tutte concentrate nei territori settentrionali dell’isola di Sumatra – ha annunciato che smetterà per il momento di contare i morti. In Sri Lanka, seconda nazione maggiormente colpita dopo l’Indonesia, le vittime accertate sono al momento 28.000, tutti residenti sulla costa meridionale e orientale della più grande isola nell’Oceano Indiano.

Sembra fermo a 11.000 il bilancio dei morti in India – dove sono state colpite le coste degli stati centromeridionali del Tamil Nadu, Andhra Pradesh e in misura minore del Kerala – ma si attendono ancora verifiche su quanto avvenuto nell’arcipelago di Andaman e Nicobar, il più lontano dalla costa indiana ma il più vicino all’epicentro del maremoto a nord dell’isola indonesiana di Sumatra; nell’arcipelago indiano, da una prima valutazione, sarebbero 5-7.000 i morti e 10.000 di dispersi. Salite a quasi 5.000 le vittime in Thailandia. Il terribile bilancio non include i dispersi, contati in decine di migliaia. La catastrofe ha coinvolto anche alcune migliaia di turisti stranieri. Misna

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