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MEDIO ORIENTE, ABU MAZEN E SHARON DICHIARANO FINE VIOLENZE A VERTICE DI SHARM EL SHEIKH

“Abbiamo concordato con il primo ministro di Israele di porre fine a tutti gli atti di violenza contro gli israeliani e contro i palestinesi, quali che siano”: lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen (alias Mahmoud Abbas) nella dichiarazione al termine del vertice con il premier Ariel Sharon a Sharm El Sheikh, alla presenza del presidente egiziano Hosni Mubarak e del re di Giordania Abdallah.

Sharon ha confermato che Israele “fermerà ogni operazione militare contro i palestinesi ovunque”, aggiungendo che le autorità di Tel Aviv intendono scarcerare “centinaia di detenuti palestinesi”. L’annuncio della fine delle ostilità – dopo quattro anni di Intifada che hanno provocato alcune migliaia di vittime – ha chiuso l’atteso incontro tra le due parti protagoniste del conflitto mediorientale nella nota località turistica del Mar Rosso. Nonostante il tono ottimista delle dichiarazioni finali, durante il vertice Abu Mazen – che ha parlato anche di una “nuova era, in cui le parole del negoziato si sostituiscono ai cannoni” – ha fatto cenno ad alcune “divergenze” con Israele su alcuni argomenti: insediamenti ebraici, detenuti palestinesi, profughi, barriera di separazione e Gerusalemme capitale.

Per il presidente ospite Mubarak, tutti i passi del processo di pace “devono avvenire all’interno della ‘Road map’”, l’itinerario per il riconoscimento reciproco tra i due Stati definito da Onu, Unione Europea, Usa e Russia rimasto a lungo disatteso. Misna