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MEDIO ORIENTE, ATTENTATO SUICIDA A NATANYA; MINISTRO DIFESA ISRAELE ORDINA NUOVI OMICIDI MIRATI

Sono almeno sei i morti e decine i feriti, di cui alcuni gravi, per l’attentato suicida di questo mattina avvenuto all’ingresso del centro commerciale ‘Hasharon’ di Natanya, città balneare israeliana situata 35 chilometri a nord di Tel Aviv. Fonti locali riferiscono che l’intero edificio, colpito ben tre volte dalle bombe dei kamikaze negli ultimi anni, ha tremato al momento dell’esplosione. Secondo il capo della polizia israeliana Moshe Karadi è stata sventata una strage molto peggiore, perché alcuni civili hanno segnalato la presenza del kamikaze, a 15 metri dall’ingresso, ai guardiani del centro commerciale che lo hanno sospinto in una zona appartata, sotto un ponte destinato ai pedoni. Il cadavere dell’attentatore è stato identificato: si chiamava Lutfi abu Salem, 21 anni, e, secondo fonti giornalistiche palestinesi, era originario del villaggio Kafr Rai, vicino alla città cisgiordania di Tulkarem. Era un membro delle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad islamica, che ha rivendicato l’attentato.

L’‘Autorità nazionale palestinese’ ha subito condannato l’attentato terroristico mentre il premier israeliano Ariel Sharon ha convocato stasera una consultazione per fare il punto della situazione.

La ripresa dei cosiddetti ‘omicidi mirati’ contro militanti palestinesi è stata ordinata stamani dal ministro della Difesa Shaul Mofaz, dopo il lancio di razzi artigianali Qassam ieri contro case israeliane non lontano dalla Striscia di Gaza. Lo riferisce la radio israeliana, citata dal sito on-line del quotidiano ‘Haaretz’. Uno dei tre ordigni è caduto a poche decine di metri da una fattoria che sorge circa 8 chilometri dal confine con Gaza, provocando danni e shock a due donne, mentre gli altri due non hanno causato conseguenze.

Già ieri sera aerei da bombardamento israeliani avevano risposto agli attacchi palestinesi scagliando missili nella zona del nord della Striscia, da dove sarebbero stati lanciati i razzi Qassam, e contro l’ufficio di un’organizzazione della Jihad islamica. Dopo il ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza da parte di Israele – con lo sgombero di circa 8.000 coloni da 17 insediamenti – non è cessato il lancio di ordigni rudimentali da parte di estremisti palestinesi contro abitazioni ed edifici israeliani non lontani dal confine.Misna