La tragica spirale di violenza deve essere spezzata. Il monito è di mons. Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e le Organizzazioni specializzate di Ginevra, intervenuto lo scorso 15 novembre nella Terza sessione speciale del Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’Onu sulle violenze che recentemente a Gaza hanno provocato la morte di numerosi civili palestinesi. Il conflitto israelo-palestinese è stretto in un ciclo di violenza che non porta da nessuna parte ha affermato mons. Tomasi che ha invocato due passi da compiere: I due popoli devono iniziare un processo di mutuo riconoscimento sulla base della giustizia e del rispetto dei diritti umani fondamentali. La coesistenza pacifica è possibile se giustizia e riconciliazione creano il contesto per la collaborazione e la mutua sicurezza. L’altro passo è della famiglia degli Stati che ha la responsabilità di promuovere una mentalità di pace, di adottare misure concrete per estirpare le radici della violenza e aiutare le parti in lotta. Se le nazioni si impegnassero nella regione per cercare una soluzione giusta e onorevole al conflitto renderebbero un importante servizio al mondo e mostrerebbero ancora una volta che solo il rispetto dei diritti umani alimenta la pace. Sir