Toscana

MYANMAR, DOPO MAREMOTO, ANCORA INCERTO IL NUMERO DELLE VITTIME

Parlando al vertice di Giakarta sul coordinamento degli aiuti per i Paesi colpiti dallo tsunami del 26 dicembre, il primo ministro birmano, generale Soe Win non ha fornito nuovi particolari sui danni subiti dal suo Paese ed ha anzi ribadito che il Myanmar può risolvere da solo i suoi problemi; altri Paesi, a suo avviso, hanno molto più bisogno di aiuto. A quasi due settimane dallo tsunami del 26 dicembre, a parte le versioni ufficiali – anche internazionali – che indicano non più di 90 vittime in tutto il Myanmar, continuano a filtrare, nonostante le difficoltà di comunicazione tra il Paese e il resto del mondo, alcune incontrollabili notizie relative ai danni compiuti non tanto dal maremoto quanto dal terremoto che l’ha preceduto.

Dallo stato dello Shan, per esempio, giungono notizie di danni alle infrastrutture nella zona di Nam Sang (fra Taunggyi e Kyaingting); con l’ospedale locale sarebbero crollate anche molte case, provocando lo sfollamento di numerose persone. Notizie non confermate indicherebbero anche diversi morti e feriti. Nulla di preciso è noto, per esempio, sulla ‘casa di accoglienza per bambini in difficoltà’ a Taunggyi. Sempre per quel che riguarda i più piccoli – ai “bambini dello tsunami” la MISNA, in occasione dell’Epifania ha interamente dedicato uno speciale notiziario – non sono stati mai confermati né smentiti i resoconti ufficiosi secondo i quali il villaggio stagionale di pescatori di Kha Pyat Thaung, più di 350 chilometri a sud della capitale Yangon, nel delta del fiume Ayeyarwaddy (o Irrawaddy), sarebbe stato interamente distrutto e avrebbe avuto 17 vittime, 14 delle quali bambini.

Restano moplto vaghe le ipotesi su quel che può essere accaduto agli ‘zingari del mare’ delle isole Mieyk e Coco. Si apprende intanto che nel dipartimento dell Ayerrawaddy (o Irrawaddy), in particolare nella città di Pathein (Bassein), in seguito al terremoto, sarebbe crollata la pagoda Maw-Tin-Saun,una delle 3000 dell’intero Paese; a Ma-Ubin sorte analoga sarebbe toccata all’edificio del College; in misura indeterminata, colpita sarebbe anche la città di Labutta (Laputta). Con un minimo di apertura in più, il governo di Yangon potrebbe in realtà dissipare molti dubbi e impedire il proliferare di notizie non sempre molto fondate come già è accaduto anche in altri Paesi asiatici in cui l’informazione è comunque più libera.Misna

Speciale maremoto in Asia