Toscana
Nella cittadella di Rondine cento passi oltre i conflitti
«Abbiamo messo la parola pace nel titolo della nostra associazione per non stare a ripeterlo tutte le volte», spiega scherzando Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace. Eppure, per l’ultima iniziativa, presentata ufficialmente nei giorni scorsi, la parola «pace» torna per intitolare una strada, quella in salita che introduce al piccolo borgo aretino, e soprattutto per «segnare i passi della pace».
In una festa di amici vecchi e nuovi, i «primi cento passi», con i relativi primi contributi economici, sono stati segnati su delle ceramiche che verranno posizionate prossimamente proprio sulla strada di accesso. Cento metri, cento nomi scritti sotto l’antico muro che orlava il castello medievale.
Fu l’allora vescovo di Arezzo, Telesforo Cioli, nel 1977, ad affidare a delle giovani famiglie l’uso della chiesa e di alcune strutture adiacenti del paese di Rondine, ormai da alcuni anni in stato di abbandono. Quel primo nucleo dette vita alla Comunità di Rondine che si impegnò ad iniziare la ricostruzione del piccolo borgo. Negli anni successivi, alle famiglie si unirono i giovani di due Comunità: quella del Sacro Cuore e quella giovanile di Saione. Rondine divenne così luogo di formazione soprattutto per giovani e famiglie e luogo di accoglienza e servizio ai poveri. Nel 1990 nacque l’Associazione Rondine trasformatasi poi, nel 1997, nell’attuale Associazione Rondine Cittadella della Pace che, tra le altre cose, ospita e sostiene studenti provenienti da Paesi in guerra.
Per l’ultima iniziativa è stato l’attuale vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Gualtiero Bassetti, ad aprire la strada, seguito da imprenditori, gruppi di diversa estrazione, professionisti e tanti altri. Una via che i responsabili di Rondine sperano continui a lungo per rinforzare la Cittadella e le speranze di pace degli studenti presenti e futuri. Studenti che, grazie al contributo statale dell’otto per mille, hanno ora una casa ristrutturata e abbellita: è la ex canonica, oggi sede dello Studentato internazionale, che ospita 20 giovani, e la Chiesa, illuminate dalla nuova illuminazione pubblica comunale del Borgo.