Toscana

NEPAL, RE RESTITUISCE IL POTERE AL POPOLO; MA OPPOSIZIONE RESPINGE OFFERTA

“I poteri esecutivi del regno del Nepal che erano nelle nostre sicure mani saranno da questo giorno restituiti al popolo, sulla base dell’articolo 35 della Costituzione”: queste le parole pronunciate in diretta televisiva dal re Gyanendra rivolgendosi alla nazione. Il sovrano ha chiesto ai sette partiti dell’opposizione di presentare al più presto il nome del primo ministro sul quale tutte le parti siano d’accordo.

Nel febbraio del 2005 il sovrano aveva licenziato il governo per la quarta volta in tre anni e nominato un esecutivo da lui direttamente controllato. Negli ultimi 16 giorni si sono ripetute in tutto il paese manifestazioni di protesta organizzate dall’alleanza dei sette partiti dell’opposizione e dalla società civile per chiedere il ripristino delle normali procedure democratiche. Il Congresso Nepalese – maggiore partito del paese – ha però respinto l’offerta di “restituire al popolo” il potere politico considerandola insufficiente. “C’è molta perplessità tra la popolazione” dice alla MISNA Subodh Ray Pyakurel, direttore dell’associazione nepalese per i diritti umani “Informal Sector Service Center” (Insec). “Malgrado il suo annuncio, il re resta al potere mentre l’opposizione e la maggioranza della popolazione chiedevano la creazione di un’assemblea costituente in cui discutere un nuovo assetto istituzionale” continua Pyakurel, la cui organizzazione ha partecipato alle ultime due settimane di proteste anti-monarchiche. Spiega l’interlocutore che nel suo discorso il sovrano ha citato l’articolo 35 della Costituzione che lo vuole capo della nazione e dell’esercito, coadiuvato nel governo da un consiglio dei ministri. Fonte: Misna