Toscana
ONU: CARD. MARTINO, SU RIFORMA S. SEDE CONSERVA NEUTRALITÀ
L’Onu ha necessità di riforme «ma non sta alla santa Sede, che conserva la neutralità, proporre quale riforma». Lo ha detto il cardinal Renato Raffaele Martino, a margine della presentazione del Compensio della dottrina sociale della Chiesa avvenuta stamani nella sede della Provincia di Firenze.
«Quando parlo dell’Onu – ha detto il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace – faccio due paragoni: è simile a uno specchio che riflette il mondo. Se il mondo è brutto, è sfigurato, l’Onu riflette quello, riflette la brutta faccia del mondo. L’altro paragone è quello di un pronto soccorso dove va un uomo ammalato che ha urgenza di cure. Se l’ammalato muore – ha detto il cardinal Martino – che facciamo, distruggiamo l’ospedale perché l’ammalato è morto? o piuttosto vediamo cosa si deve fare per migliorare i servizi di quell’ospedale?».
Le Nazioni Unite «sono vecchie di quasi sessant’anni – ha ricordato Martino – e anche un po’ malandate, ma rispecchia il mondo e l’organizzazione del mondo alla fine della guerra. Ma adesso i membri sono 141». L’Onu dunque ha bisogno di «tante riforme» che adesso sono all’esame della commissione di esperti formata l’anno scorso dal segretario Kofi Annan, vedremo cosa ci darà» ha detto il cardinale.
Della necessità di una riforma dell’organismo internazionale, ha ricordato il cardinal Martino, hanno parlato anche i papi. «Specialmente Giovanni Paolo II che ha ricordato, durante la giornata della pace di quest’anno, la necessità che ci sia un organismo di pace come l’Onu, facendo presente proprio la necessità di una riforma. Naturalmente – ha concluso Martino – non sta alla santa Sede di proporre quale riforma. In questo conserva la neutralità, sono gli Stati membri che devono decidere sulle misure pratiche».
A proposito della situazione in Iraq, il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha detto di condividere «l’ansia di chi vorrebbe al più presto le elezioni perché così viene compiuto un primo passo che tutto il mondo attende e auspica per questo martoriato Paese». Per il cardinal Martino, le elezioni in Iraq sono «il primo passo verso una democrazia che vuol dire partecipazione e iniziativa di tutti i cittadini. È per questo che speriamo che si possano fare in condizioni decenti di partecipazione». (Ansa)