Sempre di più oggi le persone si trovano a gestire anche situazioni a rischio da soli, senza una concreta rete di aiuti e di solidarietà familiare e sociale. Mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas italiana, a Pisa per la Settimana Sociale dei cattolici, commenta così la tragedia presentata dai media del giovane operaio di Macerata suicida per la preoccupazione di non riuscire più a pagare la rata del mutuo dopo che la moglie aveva perso il lavoro precario. Il contesto di oggi spiega mons. Nozza al SIR fatica sempre di più a garantire una risposta efficace alle esigenze prime di ogni cittadino, come la casa o la scuola per i figli, a costi sostenibili. Ma soprattutto le persone con impegni a rischio, pur non azzardati, come un mutuo per la casa, ad esempio, si trovano sempre di più a dover far fronte da soli a ogni cosa, augurandosi che tutto vada bene. Si spera che regga la salute, che il lavoro ci sia sempre e mancano spesso, in caso di difficoltà, reti familiari o sociali di aiuto. Poi, certo, ci sono anche situazioni di azzardo. Queste cose insieme sono potenzialmente esplosive e basta poco a far saltare equilibri faticosamente costruiti. Per monsignor Nozza la comunità cristiana può e deve intervenire in diverse direzioni. Si tratta spiega di fare pressioni sui responsabili delle istituzioni pubbliche perché il territorio abbia le risorse comuni per tutti. In sostanza perché ci siano e siano accessibili quei servizi che permettono una vita buona. Parlo dei servizi alla salute, della scuola, del bene primario della casa. Più ancora, però, la comunità cristiana può e deve insistere in termini pedagogici per ritessere legami e relazioni nei diversi contesti di vita. In sostanza bisogna promuovere l’idea che fare da soli, chiudersi nel bunker, vuol dire morte e insicurezza per tutti. È, questa un’azione che la Chiesa, maestra d’umanità, può mettere in atto attraverso tutte le proprie agenzie e andrebbe fatto promuovendo un agire comune, in rete, con una strategia coordinata. Per il direttore della Caritas, infine, la Chiesa può sperimentare alcune forme anche minime, ma esemplari, di aiuto e di prossimità. Sono, ad esempio, il microcredito, la finanza etica, la difesa di beni comuni per realizzare migliore qualità dell’ambiente sociale.Sir