Dal verde del Casentino alla Asia per annunciare il Vangelo. È la storia in odore di santità di padre Cesare Mencattini, il missionario del Pime (Pontificio Istituto Missione Estere) originario del Casentino che fu ucciso in Cina nel luglio del 1941. Si tratta di una significativa figura di martire con una elevata spiritualità che si può desumere dalle lettere che lui ci ha lasciato e che rappresentano una intensa testimonianza di evangelizzatore fra le terre difficili della Cina.Le missive di padre Mencattini sono nelle mani di monsignor Giancarlo Rapaccini che le sta raccogliendo allo scopo di pubblicarle in un volume assieme a tutte le notizie e le foto che riguardano padre Cesare. Il missionario casentinese era fratello di don Pasquale Mencattini, il noto parroco del Borro di San Giustino Valdarno, scomparso da qualche anno, che è stato autore del famoso presepe meccanico e di molte poesie.La nipote Marta Mencattini sta aiutando nella ricognizione delle notizie il Centro missionario diocesano che intende far riscoprire e portare all’attenzione della diocesi la spiritualità e l’opera di padre Cesare. «La testimonianza di padre Mencattini – spiega il direttore del Centro missionario, il diacono Giovanni Nocentini – va rivalutata e sarebbe bene proporla alla devozione popolare della comunità diocesana e delle parrocchie». Una storia che può essere un messaggio di speranza anche per i cristiani di oggi.