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PALESTINA, ELEZIONI: RINVIATI RISULTATI UFFICIALI, IN FORTE CRESCITA HAMAS CHE ANNUNCIA LA VITTORIA

C’è grande incertezza sull’esito del voto per il rinnovo del Consiglio legislativo palestinese. Alla chiusura dei seggi, ieri sera, e fino alle prime ore della notte, veniva data per scontata la vittoria, seppur di misura, di Al Fatah, il movimento che guida da sempre l’Autorità nazionale palestinese (Anp). Un nuovo exit poll realizzato durante la notte ha però clamorosamente rovesciato l’esito delle elezioni, assegnando la maggioranza al movimento integralista islamico di Hamas, osteggiato sia da Israele sia da Stati Uniti e Unione Europea. Secondo questi sondaggi post-elettorali, cui la stampa israeliana e internazionale dà ampio risalto questa mattina, Hamas avrebbe ottenuto 58 seggi contro i 53 di Al Fatah: questo vorrebbe dire che nessuno dei due movimenti avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta nel Parlamento composto da 132 seggi, nel quale assumerebbero un ruolo decisivo i partiti minori. Negli ultimi minuti, tuttavia, le voci di una vittoria di Hamas si sono fatte più insistenti e i dati ancora più netti, fino a sfiorare il trionfo.

Secondo quanto dichiarato dal portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, alla radio israeliana, il movimento integralista si aspetta una vittoria nettissima e addirittura, come sostenuto da uno dei capi di Hamas, Ismail Haniya, in una breve intervista rilasciata alla ‘Reuters’, la formazione islamica ritiene di aver ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi del Consiglio legislativo. “Hamas ha vinto più di 70 seggi a Gaza e in Cisgiordania, che ci hanno attribuito più del 50% dei voti” ha detto Haniya.

Negli ultimi minuti ai commenti entusiastici del movimento integralista hanno cominciato a fare riscontro anche le prime ammissioni di sconfitta da parte degli esponenti di Al Fatah. Secondo il segretario generale di Al Fatah in Cisgiordania, Hussein a-Sheikh, – il più alto esponente del partito al potere che abbia fin qui rilasciato dichiarazioni – è ancora presto per dire come sia andata la sfida elettorale; secondo il funzionario, “finora ci sono voci di un progresso di Hamas, niente più”. Ciò nonostante, ha aggiunto in un’intervista rilasciata a una radio, “Al Fatah di sicuro dovrà fare un approfondito esame di coscienza” poiché, secondo il segretario del partito del presidente Abu Mazen, la vittoria di Hamas deve essere attribuita sia alla politica unilaterale di Israele – come nel caso del ritiro dalla Striscia di Gaza – sia alla dilagante corruzione in Al Fatah sia all’incapacità di ottenere risultati tangibili. “Abbiamo proposto ai palestinesi negoziati con Israele, ma siamo andati al voto con le mani vuote” ha concluso il politico cisgiordano. L’attesa dei risultati definitivi del voto è però destinata a essere prolungata nel tempo. È di poco fa l’annuncio della Commissione elettorale centrale che la comunicazione dei risultati ufficiali del voto, prevista per le 09:00 di questa mattina ora locale, è stata spostata di dieci ore ed è prevista per le 19:00 di oggi, salvo ulteriori slittamenti.

La Commissione non ha reso note le cause del rinvio, ma osservatori non escludono che sia per contare di nuovo le schede o per ricalcolare i risultati anche sulla base dei circa 60.000 voti espressi dalle forze dell’ordine nei giorni precedenti al voto di ieri e che si dà per scontato siano quasi tutti a favore di Al Fatah (che paga regolarmente i loro stipendi grazie ai finanziamenti erogati da Usa e Unione Europea). Gli unici dati certi e definitivi, dunque, per il momento sono quelli relativi all’affluenza alle urne, decisamente superiore (di più di 10 punti percentuali) a quella attesa: complessivamente, ha votato il 77,7% degli aventi diritto (1.341.671 elettori, dei quali 810.636 nella Striscia di Gaza e 531.035 in Cisgiordania), con punte dell’82% nella Striscia di Gaza, mentre in Cisgiordania è andato ai seggi il 74% degli elettori.Misna