Toscana

PAPA: ESEQUIE CONCLUSE, IL PONTEFICE TUMULATO NELLA «NUDA TERRA». L’ULTIMO APPLAUSO DELLA FOLLA DEI FEDELI

Il rito dell’ultima raccomandazione e del commiato e le suppliche della Chiesa di Roma e delle Chiese orientali hanno chiuso le esequie, prima della tumulazione del Pontefice presso le grotte vaticane. Gli oltre 160 cardinali si sono disposti intorno al feretro di Giovanni Paolo II insieme al cardinale decano, Ratzinger, che ha invitato i fedeli alla preghiera: “affidiamo alla misericordia di Dio l’anima del nostro papa Giovanni Paolo” ha detto Ratzinger visibilmente commosso. Brevi momenti di silenzio hanno introdotto la supplica della Chiesa Roma ad opera del Cardinale Vicario per la diocesi di Roma, Camillo Ruini.

Dopo il canto delle Litanie il card. Ruini ha concluso la supplica con un’orazione. Dall’Ufficio dei defunti della liturgia bizantina è stata tratta la supplica delle Chiese orientali condotta dai Patriarchi, dagli arcivescovi maggiori e i metropoliti delle chiese metropolitane orientali cattoliche. Non è mancata la dimensione ecumenica del rito con l’incensazione del feretro da parte di rappresentanti delle chiese sorelle.

A seguire il cardinale decano ha asperso con l’acqua benedetta e incensato il pontefice defunto chiudendo il rito esequiale che dalla piazza è proseguito all’interno delle grotte vaticane. Al momento dell’ingresso in basilica i vescovi e i cardinali che assistevano hanno alzato le mani in segno di saluto verso Giovanni Paolo II.

Accompagnata nelle grotte dal cardinale Camerlengo, Edoardo Martinez Somalo, e da altri Cardinali tra cui quelli capi d’Ordine, il cardinale arciprete della basilica vaticana, il cardinale vicario di Roma, Ruini, ed i familiari del pontefice defunto, la cassa di cipresso con le spoglie di Giovanni Paolo II è stata legata con nastri rossi con impressi i sigilli della Camera apostolica, della Prefettura della Casa pontificia, dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice e del Capitolo Vaticano.

Così sistemata è stata collocata nella cassa di legno zincata che, saldata, è stata posta, con i sigilli degli uffici citati, all’interno di una cassa di noce e deposta nella nuda terra come richiesto da Giovanni Paolo II, nella stessa cappella che fu di Giovanni XXIII, a fianco di illustri predecessori come Paolo VI e due regine, Carlotta regina di Cipro e Cristina regina di Svezia. Solo una lapide, con il nome, posta a filo di terra ricorderà il pontefice polacco. La lettura dell’atto autentico della tumulazione redatto dal notaio del Capitolo della basilica vaticana ha chiuso il rito.Sir

L’ultimo addio al Papa

Funerali, l’omelia di Ratzinger: «Il Papa ci guarda e ci benedice»