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Papa Francesco a Lampedusa

Nella Messa della storica visita di Papa Francesco a Lampedusa, svoltasi nel campo sportivo “Arena”, il Pontefice ha avuto parole molto forti. Il calice, il pastorale e l’ambone sono stati realizzati con il legno delle barche che hanno condotto i migranti nell’isola. Viola il colore dei paramenti per questa Messa di carattere penitenziale. Papa Francesco ha parlato di una sorta di “globalizzazione dell’indifferenza” che nasce dalla cultura del benessere che ci porta a pensare a noi stessi e ci rende insensibili al grido degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, e anestetizza il nostro cuore.Questi alcuni dei passaggi più significativi dell’omelia del Santo Padre: “Quei nostri fratelli e sorelle cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po’di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, accoglienza, solidarietà! E le loro voci salgono fino a Dio! ‘Dov’è tuo fratello?'”. (…) “Chi è il responsabile di questo sangue? Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: ‘Dov’è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?’. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano”. (…) “Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro! Ritorna la figura dell’Innominato di Manzoni. La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti ‘innominati’, responsabili senza nome e senza volto. ‘Adamo dove sei?’, ‘Dov’è tuo fratello?’, sono le due domande che Dio pone all’inizio della storia dell’umanità e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: ‘Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?’, per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del ‘patire con’: la globalizzazione dell’indifferenza!”.