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Password – Cambio al vertice di Banca Etruria
Un’assemblea attesa e che alla fine ha consacrato alla presidenza di Banca Etruria Lorenzo Rosi. È quella svoltasi il 4 maggio scorso e che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’istituto di credito di via Calamandrei. Adesso alla sua guida non c’è più Giuseppe Fornasari, che non si era nemmeno candidato per il nuovo Consiglio di Amministrazione, ma c’è quello che fino a pochi giorni fa era il vicepresidente. Classe ’66, Lorenzo Rosi è l’attuale presidente della Cooperativa La Castelnuovese, impresa valdarnese che opera nel settore delle costruzioni e della manutenzione di edifici, ma anche di infrastrutture: suo, oggi, l’appalto per la realizzazione della Variante alla Sr69 e del nuovo ponte sull’Arno fra Montevarchi e Terranuova. Nel curriculum di Rosi, ci sono numerosi incarichi nelle società partecipate e controllate del Gruppo La Castelnuovese. Al suo fianco, l’assemblea ha nominato due vicepresidenti. Alfredo Berni, che è anche Vicario, e Pier Luigi Boschi. Quest’ultimo, residente a Laterina, è il padre del Ministro alle riforme del Governo Renzi, Maria Elena Boschi.
Intanto è certo che dopo l’ispezione della Banca d’Italia che ha chiesto a Banca Etruria l’aggregazione con un altro istituto di elevato standing “Saranno confermate le tre offerte entro fine maggio”. Lo ha affermato il direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, Samuele Sorato, a proposito delle offerte d’acquisto che l’istituto si appresta a lanciare oltre che su Banca Etruria, su Banca Popolare Marostica e su 100 sportelli di Carife (di cui ne ha gia’ acquistati 17). Un passaggio dalle mille incognite in un settore negli ultimi anni colpito profondamente dalla crisi.
E così l’aggregazione con la Popolare di Vicenza, sempre che vada in porto, viene vista come un pericolo concreto di svilimento del potenziale dell’istituto di credito aretino, con il trasloco della sede delle scelte che contano in Veneto. Altro pericolo riguarderebbe il legame con il territorio, la sensibilità nei confronti delle imprese, il sostegno ai progetti promossi a livello locale. Senza parlare del rischio per i posti di lavoro. Paure condivise appieno dall’ex presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca che legge i fatti di quest’ultimo periodo una grande sconfitta per il territorio, un pericolo per i dipendenti e un rischio per le imprese. Addirittura per Tricca il sistema Arezzo rischia di crollare e il risultato della partita non riguarda solo via Calamandrei: è la fine di una banca cooperativa, della sua mutualità, una banca che ha svolto un ruolo importante, ma che non è più in condizione di farlo.
A cura di Luca Primavera