Toscana

PENDOLARE AMICO, I CONTROLLI SBUGIARDANO TRENITALIA

“E’ bastato una solo mese di controlli per sbugiardare Trenitalia e tutte le percentuali sui ritardi che l’azienda si ostina a comunicare senza che queste abbiano il minimo contatto con la realtà.” Questo è il duro commento di Michele Passatelli – portavoce del “Movimento per la difesa dei diritti dei pendolari della Toscana” promosso da Lega Consumatori Acli Toscana – in occasione della presentazione dei primi dati relativi all’iniziativa “Pendolare Amico”.

In questi primi 30 giorni di rilevazioni – da parte dei volontari del Movimento incaricati di raccogliere le lamentele e le proteste di chi viaggia quotidianamente in treno – è stata completamente ribaltata la percentuale di treni in ritardo periodicamente comunicata dall’Azienda. Secondo Trenitalia, infatti, l’86% dei treni pendolari arriva a destinazione entro i 5 minuti rispetto all’orario stabilito; per i volontari dell’iniziativa “Pendolare Amico”, invece, i dati raccolti nel corso dell’ultimo mese mostrano cifre diametralmente opposte. Sulla Pisa-Firenze, ad esempio, su 67 treni presi in considerazione solo 16, pari al 24% sono arrivati in orario; altri 14, pari al 21% entro i 5 minuti, mentre il restante 55% è arrivato con ritardi superiori ai 5 minuti.

“Andando ad analizzare il dettaglio di questi ritardi – prosegue Passarelli – si può notare come si sono avute punte di 33 minuti di ritardo il giorno 17 Maggio a causa dell’ennesima rottura di una motrice (treno n° 3149 da Firenze a Pisa) e, sempre il giorno 17 (numero evidentemente non fortunato per i pendolari) la soppressione del treno 11729, sempre sulla stessa tratta; lo stesso treno è stato nuovamente soppresso lo scorso 7 Giugno. Rritardi “eccezionali” a parte, ci sono in ogni caso treni che, con un gioco di parole, si possono definire puntuali nel loro ritardo: un esempio classico è il treno 3102, convoglio principe della Grosseto-Firenze: è rarissimo che il treno arrivi in orario; quasi ogni giorno ha ritardi di circa 10 minuti, con punte anche maggiori. Non solo. In base alle rilevazioni effettuate, anche il treno 11727 Firenze–Livorno, arriva a destinazione con meno di 5 minuti di ritardo solo una volta su dieci, così come il 23365 Firenze-Pisa, che non riesce praticamente mai a raggiungere la città della Torre puntualmente.”

Se le punte di ritardi e di disagi si registrano in misura maggiore sulla Livorno-Pisa-Firenze, anche le altre lineeregionali non rimangono certo indietro. Un chiaro esempio è il treno 3042, perennemente in ritardo, che il 20 Maggio ha accumulato 40 minuti di ritardo per andare da Firenze a Montecatini, con l’aggiunta dell’ormai classico rito del cambio del treno fatto fare a chi, seguendo la legge del pendolare, aveva preso il locale successivo. Nemmeno la linea Pisa-La Spezia fa eccezione: il treno 3023, che dovrebbe arrivare a Pisa alle 7.23, non viaggia mai in orario. Lo scorso 31 Maggio, tale convoglio stato addirittura soppresso con una comunicazione data solo 5 minuti prima del suo arrivo a Pisa. E per il viaggio di ritorno la musica è la stessa: i treni 2049, 2051, 23364 e 3131 arrivano e partono dalle stazioni della Versilia con ritardi di 10 minuti ed oltre quasi ogni giorno. “Dai dati rilevati sul campo – commente Ermete Realacci, il parlamentare eletto a Pisa – si evince una realtà parallela a quella dichiarata da Trenitalia. In ogni caso i dati divulgati oggi dal Movimento dei Pendolari sono tutt’altro che rassicuranti, come del resto già le osservazioni empiriche di chi viaggia sul treno hanno mostrato negli ultimi anni. Ritengo piuttosto molto grave che ci sia una così grande discordanza fra ciò che vedono e rilevano i pendolari tutti i giorni e ciò che invece dichiara Trenitalia. Qui serve, in ogni caso, un’inversione di tendenza per far sì che il trenodiventi davvero una reale, concreta accessibile modalità di trasporto alternativa all’auto e al mezzo privato”. “Quello che ci lascia perplessi – conclude Pino Staffa, Presidente Regionale di Lega Consumatori Acli Toscana – è che il Movimento dei pendolari ha più volte offerto la propria disponibilità a collaborare con Trenitalia, e con chi ricopre responsabilità politiche regionali, allo scopo di migliorare il servizio offerto. Putroppo, nessun segnale è pervenuto in questo senso né dall’Azienda, né tantomeno dalla Regione. Prossimamente ci metteremo in contatto con il Difensore Civico della Toscana che, nei giorni scorsi, ha mostrato interesse per i problemi dei pendolari. Gli mostreremo i dati innostro possesso e vedremo se è possibile stabilire con questa figura – che ha il compito di difendere i diritti e gli interessi dei cittadini, intervenendo nei confronti di tutte le PA operanti in Toscana e dei privati che gestiscono pubblici servizi – una più stretta e proficua collaborazione, allo scopo di ridurre al massimo i disagi di chi viaggia usando il treno».