L’autore, obbligato come tutti ad una forzata immobilità a causa del Coronavirus, si è trovato a riflettere sulla tragedia della Shoah che molti interrogativi ha suscitato e continua a suscitare. In questo percorso si è fatto accompagnare da Etty Hillesum, una testimone di grande spessore umano e religioso.
Potremmo definirli brevi romanzi storici: variazioni sul tema del Poema immortale, digressioni e fantasie in margine a versi tante volte letti e ascoltati.
Sulla natura della poesia sono stati scritti fiumi d’inchiostro. Per balbettare qualcosa sull’arte di Pindaro, l’autore ha usato uno strumento apparentemente tautologico, perché è quello stesso di cui voleva discorrere, la poesia appunto, da qui il titolo un po’ enigmatico del volumetto. Ha lasciato, cioè, che la poesia, nelle sue multiformi espressioni, parlasse di se stessa, chiedendosi chi sia, a cosa serve, da quale sorgente sgorga e dov’è incamminata…
Luciano Santarelli è un padre domenicano, laureato in giurisprudenza e dottore in teologia. È professore di Teologia morale, conferenziere e autore di vari articoli su riviste specializzate.