Toscana

«.PS»: PER I PALESTINESI, ALMENO UNA PATRIA VIRTUALE

In attesa del riconoscimento di uno Stato indipendente, per ora i Palestinesi avranno almeno una patria virtuale su Internet: il suffisso “.ps” permetterà di riconoscere la provenienza dei siti privati e di istituzioni pubbliche della Cisgiordania e Striscia di Gaza. A dare la notizia di un ‘dominio’ ufficiale palestinese – cioè quella sorta di ‘carta d’identità’ degli indirizzi-web – è stato il primo ministro del governo di Ramallah, Abu Ala (alias Ahmed Qureia) in una conferenza stampa a Ramallah. Dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) a società e utenti privati, i palestinesi potranno ora essere facilmente identificati su internet senza dover ricorrere a sigle più anonime come “.net” o “.com”, che impediscono di individuare la provenienza di un sito dal suo nome.

Il direttore dell’ente delle telecomunicazioni palestinesi ‘Paltel’, Wael Abbas, ha detto che il 35,7% delle famiglie palestinesi ha un computer e il 9,2% dispone di un collegamento permanente con la rete. Spesso internet rappresenta un indispensabile mezzo di comunicazione per comunità che sono chiuse o limitate dalla presenza militare israeliana.

Abu Ala ha spiegato che la registrazione del nuovo dominio è solo la prima parte di una serie di progetti di un programma di “governo elettronico” mirato a rafforzare i legami tra i cittadini e la pubblica amministrazione attraverso internet. Del progetto dovrebbero far parte anche le scuole palestinesi, che saranno così collegate alla rete. Recenti dati confermano la crescente diffusione di questi strumenti tra la popolazione palestinese: secondo il direttore di ‘Paltel’, circa 300mila palestinesi usano internet; poco meno del 40% degli utenti si collegano alla rete tramite server anonimi o basati su tecnologia satellitare, alcuni dei quali in insediamenti in Cisgiordania, Gaza e in Israele. Nei Territori palestinesi ci sono 43 ‘internet provider’ con abbonamenti diversificati. Tra i principali utilizzatori di Internet, vi sono le università e varie organizzazioni palestinesi, sia politiche che non governative e della società civile. (Misna)