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R.D. CONGO, NUOVE VIOLENZE IN ITURI; ONU DENUNCIA DESTABILIZZAZIONE

Torna a farsi tesa la situazione in Ituri, la provincia nord orientale della Repubblica democratica del Congo, già teatro negli anni scorsi di violenti scontri tra i vari gruppi armati che a suon di mitra si contendono il controllo del territorio e delle relative risorse presenti. Lo riferiscono fonti della MISNA a Kinshasa, precisando che, dopo un periodo di relativa calma, nelle ultime settimane sono aumentate le voci e le segnalazioni di scontri e violenze che interesserebbero molte della zone a nord di Bunia, il capoluogo della provincia. L’ultima segnalazione è arrivata ieri da un’organizzazione umanitaria internazionale, secondo cui il piccolo villaggio di Tshe (circa 60 chilometri a nord di Bunia, nel territorio di Djugu) sarebbe stato ridotto in cenere dopo un attacco sferrato mercoledì mattina da un gruppo armato ancora non identificato. Il responsabile della ong tedesca Agro Action ha confermato la morte di almeno una persona, ma sulla stampa circolano già (pur senza conferme) bilanci ben più gravi che riportano la morte di decine di persone.

La Missione delle Nazioni Unite in Congo (nota con il suo acronimo francese Monuc) ha fatto sapere di aver già avviato un’indagine sulla vicenda. Soltanto ieri, il portavoce della Monuc a Kinshasa, nel corso di una conferenza stampa aveva denunciato i tentativi di destabilizzazione in corso in Ituri, dove dallo scorso settembre è stato avviato un Programma di disarmo e reinserimento per liberare la provincia dei tanti (almeno sei) gruppuscoli armati presenti. Nel lanciare l’allarme, la Monuc ha puntato il dito contro i due principali gruppi armati dell’Ituri: l’Unione dei patrioti congolesi (Upc) e il Fronte dei nazionalisti integrazionisti (Fni). “La Monuc ricorda a tutti i capi delle milizie presenti in Ituri che dovranno deporre le armi e integrarsi nel nuovo esercito nazionale “ ha ribadito Mamadouh Bah. Nelle ultime settimane alcune migliaia di congolesi hanno lasciato l’Ituri trovando rifugio in Uganda proprio a causa di alcune “scaramucce”, secondo una definizione utilizzata nei giorni scorsi dalla Monuc, tra i vari signori della guerra che ancora agiscono nella zona.Misna