Toscana
R.D. CONGO, PADRE GESUITA UCCISO A KINSHASA DA BANDITI DI STRADA
René de Haes, un padre gesuita belga molto noto per la sua attività d’insegnamento e per i suoi scritti teologici in particolare sulla religione in Africa, è stato ucciso nella tarda serata di ieri nel quartiere Kimwenza nella parte nord di Kinshasa. In base alle prime notizie giunte alla MISNA, padre De Haes, che era nato in Belgio 72 anni fa ed era nella Repubblica Democratica del Congo da diversi anni, è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava al volante della sua auto. Sembra che ci fosse un ingorgo stradale e che padre De Haes tentasse di superarlo quando malviventi per ora non identificati hanno sparto più volte verso la sua auto, forse a scopo di rapina visto che poi oggetti sarebbero state asportati dalla vettura. Gravemente ferito, il religioso è stato trasportato urgentemente alla clinica universitaria ma a causa delle sue condizioni il tentativo di soccorso si è rivelato vano.
Docente di teologia alle Facolta Cattoliche’ e direttore del Centro spirituale Manresa’ ,padre De Haes, si era distinto negli anni anche per le sue ricerche e il suo impegno nel sociale. Sulla questione del moltiplicarsi delle sette in Africa, in un articolo pubblicato dal mensile Popoli nel 2001, all’interno di una sottile e articolata analisi, padre De Haes aveva scritto tra l’altro: Secondo l’opinione pubblica i poveri sfruttati e abbandonati alla loro sorte dalla Chiesa e dai ceti ricchi, troverebbero nelle sette certezze e speranze, in poche parole una concezione alternativa dell’esistenza. Lo stesso anno l’agenzia Adista’ scriveva: L’Aids uccide! Proteggiti! Proteggi gli altri!’ è lo slogan diffuso da un depliant scritto e distribuito dai gesuiti di Kinshasa – per le Edizioni Loyola, curate dal superiore della Comunità, padre René De Haes – per informare la popolazione congolese sia sulle conseguenze della malattia, sia sugli strumenti per prevenirla, primo fra tutti l’uso del preservativo ( ) E i padri gesuiti di Kinshasa stanno dando forti segnali di cambiamento, vanno nei luoghi pubblici e fuori dalle scuole a diffondere il loro dépliant in cui spiegano anche i vari aspetti della malattia, i modi reali in cui si può contrarre il contagio, svelando molte falsità e pregiudizi, alimentati dalla paura, che conducono facilmente ad atteggiamenti di ostilità ed esclusione.