Dossier

Radici cristiane: è la storia che parla. E l’Europa sbarca in consiglio

di Edoardo RicciVescovo di San MiniatoÈ un fatto storico innegabile che l’Europa, geograficamente inesistente, sia nata come comunità dalla conversione, all’unica fede cristiana, di tutti i vari popoli trovati o arrivati, ad ondate successive, in questa appendice dell’Eurasia: celti, greci, romani, svevi, goti, alani, franchi, angli, frisoni, sassoni, longobardi, normanni, ungari, slavi…. La comune fede cristiana ha radicato in essi tutti una coscienza unitaria che ha trovato anche un’espressione politica: il Sacro romano impero che ne ha accompagnato la storia per oltre un millennio: dall’800 (Carlo Magno) al 1804. Coscienza unitaria cristiana che dopo i funesti particolarismi e le relative spaventose guerre è riaffiorata per iniziativa di tre statisti cattolici veramente illuminati: Schumann, De Gasperi e Adenauer.Dal cristianesimo che li ha uniti, i popoli europei hanno attinto la convinzione di dover assolvere una missione universale e (per il dovere cristiano di far fruttare al massimo i talenti naturali) l’impulso implacabile al progresso che li ha spinti ad esplorare tutti i continenti, tutti i mari, a confrontarsi e dialogare con tutte le culture, a tentare tutte le nuove imprese, a raggiungere risultati scientifici e tecnici di cui siamo fieri e che stupiscono l’umanità intera.

Perché ignorare o tacere che i popoli europei hanno attinto i valori dell’umanesimo dal cristianesimo: libertà, uguaglianza, fraternità? Valori fondati sulla dignità della persona elevata a livello divino. Gli uomini sono chiamati a diventare figli di Dio, costituiti in fraternità universale, sempre in tutto da rispettare e servire come fine e mai da asservire. Anche lo Stato è per l’uomo. Ecco la rivoluzione cristiana che libera radicalmente l’uomo dal dominio dello Stato e fa del potere politico un «servizio» e dei governanti dei «ministri».

Un altro fatto storico innegabile e che la laicità dello Stato è una novità cristiana nella storia umana. La laicità era infatti estranea all’ebraismo, alle varie civiltà e a quella romana e lo è tuttora all’islamismo.Affermata da Cristo è stata conquistata dai martiri cristiani per tre secoli, ha trovato difficoltà ad essere accettata definitivamente e sinceramente anche in ambito cristiano. Ecco i tentativi di «cesaropapismo» o di ierocrazia (dominio politico della classe sacerdotale) e di regimi assoluti e più tardi quelli del laicismo anticristiano e dell’ateismo militante.La laicità – retaggio cristiano – non ha però più potuto essere rinnegata e respinta stabilmente dalla storia europea ed è stata dichiarata sistemata come dottrina definitiva della Chiesa nella dichiarazione del Concilio Vaticano II «Dignitatis humanae».

Il godimento dei diritti civili non può essere condizionato dalla professione religiosa dei cittadini. Lo Stato, perché incompetente, non può imporre una determinata concezione religiosa. Il cittadino deve in coscienza aderire alla Verità, ma il rispetto della sua umana dignità esige che lo possa fare nella libertà. È così radicalmente spezzato il «monismo» dello Stato ed è fondata e garantita con tale «divisione dualistica dei poteri» la libertà civile per tutti.

Pertanto, proprio per salvare il principio cristiano della laicità e per prevenire pericoli di integralismo statali o ecclesiali, l’Europa deve riconoscere che il cristianesimo, sua anima religiosa ne è diventato anche la sua anima culturale e la garanzia dei suoi valori caratteristici e universali compreso quello della laicità.I principi del cristianesimo sono patrimonio storico dei popoli europei. Chi non voglia riconoscerli si dichiara straniero in patria europea. E l’Europa fa tappa in Consiglio regionaleEntro la fine del marzo scorso tutte le Regioni dovevano dedicare all’Europa una seduta del proprio Consiglio per dare un contributo alla nascente Costituzione. Così non è stato in gran parte d’Italia e così non è stato in Toscana, che recupererà la seduta assembleare il prossimo mercoledì, 18 giugno, a cose ormai quasi fatte. Lo ammetterà lo stesso presidente della Giunta regionale, Claudio Martini, nella sua comunicazione alla quale seguirà il dibattito tra i consiglieri regionali e la votazione delle mozioni (alcune già annunciate). Martini ritiene «che la proposta che la Convenzione ha elaborato sia, nel complesso, coraggiosa e avanzata, pur rimanendo ancora elementi di freno e di arretratezza che impediscono che il fondamento della nuova Europa esplichi tutte le sue potenzialità di unificazione e di progresso».Il presidente della Giunta regionale sottolineerà il contributo dato dalla delegazione del Comitato delle Regioni «a questa fase di discussione e redazione della proposta per mezzo di contributi alla riflessione generale nella prima fase e di numerosi emendamenti (oltre 40) nella fase di discussione degli articoli». Il Comitato delle Regioni ha presentato anche alcune proposte riguardanti il ruolo delle Regioni e delle autonomie locali nel nuovo quadro istituzionale europeo. Tra queste il riconoscimento del principio dell’autonomia locale e regionale come principio alla base della cittadinanza europea e la presa in considerazione degli enti locali e regionali, dei loro governi e parlamenti nel disposiyivo relativo allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia.«L’adozione di molti degli emendamenti presentati dal Comitato delle Regioni, rafforza indubbiamente – dice Martini – il ruolo delle regioni e degli enti locali». Va in questo senso sottolineato il riferimento esplicito nel Trattato costituzionale agli enti locali e regionali attraverso l’inserimento della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: «L’Unione contribuisce alla tutela e allo sviluppo dei valori comuni nel rispetto dell’identità nazionale degli stati membri e dell’organizzazione dei loro pubblici poteri ai livelli nazionale, regionale e locale». Le prossime tappe12-13 giugnoL’ultima sessione plenaria della Convenzione europea (12-13 giugno). 20 giugnoIn ogni caso, il prossimo 20 giugno, al vertice europeo a Salonicco (che conclude il semestre di presidenza della Grecia), Giscard d’Estaing presenterà le conclusioni della Convenzione ai leader della Unione europea, ma chiederà anche qualche settimana per la messa a punto della bozza. 1° luglioCon il mese di luglio inizierà il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea. 18 luglioGiscard d’Estaing, presidente della Convenzione europea, consegnerà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il testo definitivo delle proposte della Convenzione. 15 ottobreSarà il nostro Paese ad ospitare, a Roma, la conferenza dei governi che entro il 31 dicembre dovrebbe formulare la Costituzione europea

Il sito ufficiale della Convenzione europea

Il testo del nuovo preambolo (10 giugno 2003)

Europa, un grande progetto non deve aver paura di nulla (Carlo Casini)

Europa, documento Comece: le responsabilità dei cristiani

Approvata dalla Convenzione la bozza di testo del nuovo Trattato

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