Toscana

Referendum, per i vescovi toscani legittima l’astensione

«La legge n. 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, pur non essendo perfetta per vari motivi, è la migliore possibile che nell’attuale contesto culturale e politico si potesse ottenere. È una legge da difendere anche per motivi razionali, accessibili a tutti, e non solo per motivi di fede, e soprattutto da non peggiorare”. Lo affermano i Vescovi della Toscana in un documento pubblicato sul numero 11 del settimanale Toscanaoggi.

Nel documento, i Vescovi sottolineano che “la non partecipazione al voto referendario, in base alla nostra Costituzione, ha piena legittimità e dignità e può essere intelligentemente percorsa”. Il referendum infatti, “quando si tratta di argomenti come quelli proposti, complessi e di non facile comprensione nei presupposti e nelle possibili derive, non è lo strumento più adatto per simili decisioni. Il referendum, che nella Costituzione ha carattere abrogativo, in questo caso diviene legislativo, sostituendosi al Parlamento e deformando la legge 40/2004”.

La Conferenza Episcopale Toscana rivolge anche un appello ai cattolici a tenere desta l’attenzione sui temi dei referendum: “I quesiti referendari – afferma la nota – pongono problemi molto seri come il diritto del concepito, la possibilità di manipolare la vita umana per sperimentazioni scientifiche, il diritto o meno del nascituro ad avere un padre che non sia anonimo. Pertanto è un dovere di tutti gli operatori pastorali, parroci, insegnanti, catechisti, responsabili delle associazioni e dei gruppi, promuovere un’informazione puntuale, capillare, scientificamente corretta che con chiarezza e verità smentisca anche quelle possibilità di guarigione da varie malattie, promesse da molti, che per ora non hanno un fondamento scientifico. Ne va di mezzo la vita umana e la dignità della persona”.

I vescovi toscani sul referendum e la legittimità dell’astensione

Il comitato Scienza e vita