Toscana
REGIONALI: ENTI LOCALI, DIECI PROPOSTE PER I CANDIDATI
Comuni, Province e comunità montane chiedono ai candidati che si presenteranno alle prossime elezioni regionali di stringere «un patto d’onore» con gli enti locali con cui si impegnino a garantire, una volta eletti, un confronto costante all’interno dell’intero sistema delle autonomie locali. Obiettivo: sconfiggere il nuovo centralismo regionale e «fare sistemà, in altre parole costruire, su temi strategici, linee di intervento e di governo concordate tra tutte le istituzioni del territorio. È per questo che Anci, Upi e Uncem, sono passati all’azione scrivendo una vera e propria piattaforma programmatica che sottoporranno ai candidati.
Sotto il titolo «per un patto autonomista tra regioni e autonomie locali», le tre associazioni hanno sintetizzato le loro richieste in dieci punti che riguardano il federalismo amministrativo e quello fiscale, l’associazionismo dei piccoli comuni e le politiche di sviluppo locale e il welfare locale, per arrivare all’ambiente, alla polizia locale, alla scuola e al lavoro. «Dobbiamo aprire – ha detto Fabio Melilli, presidente dell’Unione delle Province nel corso della presentazione della piattaforma – una nuova stagione di confronto:dobbiamo mettere da parte le rivalitàe concentrarci sulle risposte da dare ai cittadini». Lo appoggia il sindaco di Ravello e coordinatore della Consulta dell’Anci per i piccoli Comuni, Secondo Amalfitano: «Quella in atto – ha detto – è una guerra tra poveri che fa ridere l’intero Paese. L’Anci, l’Upi e l’Uncem sono totalmente d’accordo sulla necessità di tornare a fare sistema, non dimenticandoci che siamo portatori di interessi pubblici».
Questi in sintesi i dieci punti programmatici.
* FEDERALISMO AMMINISTRATIVO: gli enti locali chiedono che le regioni si astengano dall’esercitare il potere normativo, riservato alla regolamentazione locale, esaltando i Comuni come enti di governo di prossimità e le province come enti di governo di area vasta.
* CONSIGLI delle AUTONOMIE: sindaci e presidenti di provincia chiedono che ne sia rilanciato il ruolo attraverso leggi regionali di istituzione e di disciplina e assicurando un compito di guida alle associazioni regionali rappresentative degli enti locali.
* PICCOLI COMUNI: favorire e sostenere i processi di associazionismo, attraverso leggi che li incentivino anche finanziariamente.
* FEDERALISMO FISCALE: sollecitano la sua attuazione, chiedendo alle regioni di trasferire funzioni e risorse finanziaria, rispettando l’autonomia di entrata e di spesa delle autonomie locali.
* SVILUPPO LOCALE: le regioni coinvolgano i Comuni e le province nei processi di programmazione economica e rilancino i processi di programmazione negoziata e di partenariato tra pubblico e privato, realizzando veri e proprio sistemi di sviluppo.
* WELFARE: sollecitano la creazione di un nuovo sistema integrato di interventi e servizi socio-sanitari sociali in cui avere un ruolo centrale nella definizione degli obiettivi strategici.
* SCUOLA E LAVORO: sollecitano le regioni a realizzare una maggiore integrazione tra le politiche regionali in materia attraverso un coinvolgimento più efficace degli enti locali.
* GOVERNO TERRITORIO: maggior sinergia tra regioni ed enti locali per la creazione di un quadro più moderno e adeguato di regole e di vincoli da rispettare.
* AMBIENTE: chiedono alle regioni un più ampio coinvolgimento nella definizione dei piani di intervento per una maggior efficacia delle misure adottate.
* POLIZIA LOCALE: sollecitano una normativa di disciplina che consenta di integrare al meglio le funzioni di polizia amministrativa con quelle di ordine pubblico e pubblica sicurezza. (ANSA).