Toscana
REGIONALI: MARTINI APRE A PRC E PARTE PER TOUR ELETTORALE
Confermare la coalizione che ha governato la Toscana per 10 anni ma, anche, verificare la possibilità di punti di intesa con le altre forze della sinistra, ovvero con Rifondazione comunista e Italia dei Valori, senza rinunciare al dialogo sociale con movimenti, associazioni e territorio. È questo il punto politico centrale delle linee programmatiche elencate oggi da Claudio Martini, neocandidato di Toscana Democratica alle prossime regionali. Martini, che ha parlato per circa 30 minuti davanti ad una folta platea (tra gli altri, il presidente dell’Anci Leonardo Domenici, il coordinatore nazionale dei Ds Vannino Chiti, ma anche numerosi esponenti di Rifondazione comunista e sindaci della Toscana), ha poi annunciato il proprio tour elettorale in alcune città toscane, che partirà il 10 novembre da Livorno per poi toccare Grosseto, Massa, la provincia di Pisa.
Ma resta l’apertura a Rifondazione comunista il punto politico importante. Il 19 novembre, Martini sarà impegnato in un incontro con i vertici del Prc per avviare il confronto sui temi programmatici scaturiti dal confronto con il territorio.
Tre idee forza e 38 parole-chiave nella piattaforma, proposta al confronto con la società dal coordinamento regionale di Toscana Democratica, che è stata illustrata oggi dal neo candidato Claudio Martini e che costituisce la base per il futuro programma elettorale. Gli obbiettivi, ha detto il presidente uscente, sono valorizzare l’esperienza compiuta, i risultati ottenuti, il ruolo conquistato dalla Toscana in Italia e in Europa e innovare quelle attività di governo che possono consentire di rispondere meglio alle sfide della competizione globale. Nel prossimo quinquennio, ha proseguito, la Toscana ha dunque bisogno di essere più aperta, più dinamica, più coesa: deve infatti misurarsi con la sfida della Cina e delle nuove economie rampanti, deve invertire la perdita di competitività dei sistemi produttivi e la tendenza alla staticità, all’appagamento, al ripiegamento fatalistico; deve infine trarre i massimi benefici dal gioco di squadra tra istituzioni e mondo sociale, economico e culturale.
Tra «i risultati più significativi conseguiti in questi cinque anni» Martini ha indicato il programma di investimenti (2.566 milioni di euro attivati), il completo utilizzo dei fondi comunitari premiato dalla ue con un ulteriore finanziamento di 79 milioni di euro, il calo stabile della disoccupazione sotto il 5%, il blocco della tasse regionali ferme da nove anni, la stabilità e il pareggio del bilancio regionale, la stabilità della giunta e della coalizione, il ruolo di riferimento che la Toscana ha assunto in Italia e in Europa su fondamentali questioni quali pace, diritti, sviluppo sostenibile. La piattaforma indica infine 38 parole-chiave per il futuro della regione (dalla A di anziani alla Z di zero guerre). Tra queste, portarla ad essere leader per le «autostrade del mare», renderla la «Regione degli studi attraendo studenti da tutto il mondo, promuovere tutte le iniziative per sostenere le coppie che decidono di fare figli, puntare alla riconversione ad uso civile di Camp Darby. (ANSA).