A «Presa diretta» c’è Giovanna, la custode con le ciabatte

di Mauro Banchini

Prendi 12 e moltiplichi per 4,5: ottieni 54. Detto così serve a poco, ma con un dettaglio capisci meglio (e capisci perché è importante l’informazione, il lavoro giornalistico di scavo che – come scrivono le regole – cerca «le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possano essere frapposti».

La prima cifra (12) riguarda il costo a km nella tratta Parigi-Strasburgo dell’alta velocità ferroviaria francese; la seconda (54) racconta il costo a km, nell’alta velocità italiana, nella tratta Milano-Torino. Percorsi di pianura e già realizzati: però con tempi, e costi, del tutto diversi come dimostra Presa Diretta di questa domenica, 4 ottobre, su Rai3. Ci ha pensato Andrea Sortino che il tostissimo Riccardo Iacona ha spedito in Francia per occuparsi di questa non lieve differenza.

Un paragone che anche nella puntata di domenica scorsa («Oro Buttato», dedicata ai beni culturali) è balzato evidente con Montpellier: qui c’è solo un museo e uno scavo archeologico. Nulla a paragone non dico di Roma o Pompei, ma di Prato. Eppure loro, i francesi, fanno fruttare quel piccolo museo e quei modesti scavi come se davvero avessero un enorme giacimento petrolifero: un museo sempre aperto, pieno di eventi, pulitissimo, multimediale, che dà lavoro a ricercatori e albergatori.

Pietoso il paragone con l’Italia. Domenico Iannaccone, l’inviato, s’è fatto un bel pezzo di penisola e con il sottofondo musicale giusto ne racconta limiti, paradossi, sprechi, qualche ruberia e soprattutto una enorme sottovalutazione: il nostro «oro» (la cultura) è sottovalutato. Ne abbiamo forse troppi, di questi beni, ma ciò non toglie che, specie nella crisi odierna, potrebbero essere utilizzati assai meglio per produrre non solo cultura e sensibilità ma anche reddito e lavoro.

Qualche pezzo è da umorismo involontario. È il caso delle ciabatte della signora Giovanna. Siamo a Pozzuoli. Qui sono stati spesi 231 milioni di euro per attrezzare ciò che è stato definito «il più bel museo dell’anno» con autentici tesori usciti dal sottosuolo e adesso allestiti in 54 stanze. Ai francesi o ai tedeschi – per non parlare degli americani – ne basterebbe una, di queste stanze, per tirarci fuori oro colato. Invece, da noi, «il museo più bello dell’anno» è stato aperto e subito richiuso. Solo 9 all’anno i giorni di apertura. «Mi sento mortificato», quasi piange il portinaio accennando alla mancanza di personale e chiedendosi «perché lo Stato si dimentica di tutto questo»? Già, ministro Bondi e presidente Bassolino, perché aprire un museo in pompa magna, spenderci tutti quei soldi e poi tenerlo chiuso?

Ma dicevamo delle ciabatte di Giovanna. È uno dei pezzi più gustosi, e crudeli, della puntata. È un’anziana donna che ha l’incarico di «custodire» un’autentica – e sconosciuta – meraviglia di epoca romana: la «piscina mirabilis», la più grande cisterna di acqua potabile realizzata dai Romani (quelli antichi). Tutta scavata nel tufo. 15 metri sotto la superficie. Un’autentica, meravigliosa, suggestiva, cattedrale che mi è subito venuto voglia di andare a vedere. Ma bisogna essere fortunati: bisogna che quel giorno la Giovanna non sia «incavolata» sennò le chiavi non te le dà e ti manda pure a quel paese. A Iannaccone, potenza della tv, le chiavi le dà ma la visita è self service. Siccome Domenico è un galantuomo lui, le chiavi, le restituisce, alla ciabattante Giovanna che abita sopra la «piscina mirabilis» e che, si vede lontano un miglio, non gliene frega nulla dei Romani e dei turisti. Lei deve fare il sugo: piglia le chiavi, borbotta e se ne va.

Presa Diretta somiglia più a «Report» che a «Ballarò» o ad «AnnoZero». Affida la sua (notevole) efficacia ai servizi e alle inchieste, ai documenti e alle storie, non alle chiacchiere fra i professionisti del litigio. Vedi lo strazio di quella tela restaurata a metà perché il prestigioso Istituto centrale per il restauro non ha fondi. La bocca resta amara. Ascolti come i ministri (tutti, nessuno escluso) abbiano foraggiato miliardate di euro per interventi a pioggia se non clientelari. E un po’ ti girano.

Come, sulla pastasciutta, gira il sugo di Giovanna, la custode con le ciabatte.