Casa nuova vita nuova? Col «fai da te» di Sky si può

di Mauro Banchini

Alzi la mano chi non ha mai pensato di farsi una casa nuova cambiando la vita vecchia. Chiudi tutto, vendi ciò che hai, trovi casa in un altro Paese. E cambi vita.

Se avete questa voglia, c’è – su Sky – il programma vostro. Sta sul 426 e racconta le storie di famiglie, in genere inglesi, che non ce la fanno più a sopportare l’Inghilterra e la regina, Carlo e Camilla, la guida a destra e il thè delle cinque. Lasciano tutto e vengono al Sud, in genere in Francia (ma qualcuno è arrivato anche in Toscana ed è delizioso vederli alle prese con sindaci e macellai mentre cercano di comprare una bistecca dai primi e di farsi dare la concessione edilizia dai secondi).

L’altro giorno, su Travel & Living, sono passate tre famiglie inglesi in cerca di Casa nuova e vita nuova in una fra le terre più belle che il buon Dio abbia mai pensato di creare: la Normandia.

Fuori piove forte e su altri canali Sky, il massimo che possa toccare è l’alternativa fra un inquietante Confessioni di una mummia e un eccessivo Megademolizioni. Molto meglio la Normandia interna dove, almeno stando a ciò che racconta l’architetto Clarke con una biondina niente male come (dice lui) «assistente», esistono migliaia di ruderi da ristrutturare che te li tirano dietro. Magari non è vero, ma se la prima coppia ha comprato un grande edificio per 7.500 euro e ne ha spesi solo 150 mila per farlo diventare una reggia immersa nel verde, allora i fessi siamo noi che non ne abbiamo ancora approfittato. Oltretutto i due ex sudditi della regina sono anche anzianotti e quella ristrutturazione se la sono fatta, in 4 anni, con la tecnica del «fai da te». Così dicono.

Tecnica praticata anche dalle altre coppie. Peter e Sara sono giovani e con un neonato da spupazzare: da Nottingham, famosa per lo sceriffo, sono appena arrivati nel Calvados. Presa una colonica per 15 mila euro, si sono dati l’obiettivo di trasformarla in sette mesi con appena 22 mila euro. Ce la faranno?

Per adesso, almeno pensando alle cifre che costano i ruderi in Toscana, hanno già vinto la battaglia della furbizia. E dopo mezz’ora davvero gradevole di programma non riusciamo a sapere se «a Natale» ce la faranno a entrare in quella specie di villa che sta venendo fuori.

La puntata finisce lasciandoci nella giusta incertezza, ma abbiamo fatto in tempo a vedere lui che rifà il tetto, lei che pianta erbe aromatiche, lui che scava quella che è una stalla ma dovrebbe diventare un salone, lei che cerca materiale da recupero in un capannone pieno di porte, vasche da bagno, rubinetti, specchi, radiatori in ghisa. Tutto usato e tutto rivenduto, a prezzi trattabili, da un furbo normanno.

A Peter, il nostro eroe della muratura fai da te, i problemi non mancano: l’imboiaccatura non tiene le piogge della Normandia e si scioglie. In compenso Sara ha piantato tonnellate di cavolini e forse, per risparmiare, al povero neonato toccheranno overdosi di pappa al cavolino. Ma che importa davanti al sogno di «cambiare vita»? La sfida è riuscita anche a un’altra coppia, i Nalsons. L’architetto Clarke, che ne aveva filmato i primi passi come muratori, va a vedere il risultato finale. Strabiliante. Quel rudere è diventato un bel modo per offrire a turisti ottime chambre d’hotes. E quanto avete speso?, si informa, impiccione, Clarke. «Pensavamo 50 mila sterline, ma alla fine abbiamo sforato di 5 mila».

Una sola domanda, prima di vedere cosa aveva di tanto urgente da confessare la mummia di History Channel: perché – con questo rapporto costi/benefici – non fare pure noi come i Nalsons che poi, se va bene, ti rivedi pure sul canale 426 di Sky?