Cercasi lanciafiamme per distruggere «Uomini e donne»

di Mauro Banchini

Ne avevo sempre parlato male, ma senza averlo visto. Adesso l’ho visto e ho capito che denigrarlo è poco: ci vorrebbe l’alito fetido di Camilla, la sorella del marchese del Grillo, quella che aveva mangiato un sorcio; ci vorrebbe un lanciafiamme o il chewing gum allo xilotolo: qualcosa di forte per distruggere il programma chiamato Uomini e donne.

Ma prima di bombardarlo ne renderei obbligatoria la visione a chiunque svolga un ruolo educativo: genitori e maestri, insegnanti di religione e tenutari di case di tolleranza. Tutti dovrebbero guardarlo, un’ora sola, per rendersi conto di cosa passi nella tv pomeridiana.

Io l’ho fatto, legato al divano per resistere alla (fortissima) tentazione di agguantare il telecomando. Ho visto la Maria seduta su uno scalino con un microfono in mano. Ho visto due ragazzi, belli e palestrati, giunti in tv per scegliere la donna «che potrà essere la compagna della loro vita». Vai a sapere da quante puntate stanno andando avanti come «tronisti», ma io è la prima volta che li vedo e penso proprio che sarà l’ultima (temo però che uno, o entrambi, ce li ritroveremo a Palazzo Chigi come ministri dell’Istruzione o sottosegretari alla cultura).

Ilaria e Isabella si disputano uno dei due tronisti, mi pare Federico ma potrebbe essere anche Cristian. A un certo punto accade qualcosa e Ilaria esce in lacrime: il tronista la raggiunge nelle quinte e rassicura («sei bellissima»). Lei si rinfranca e i due rientrano trionfanti, fra gli applausi.

Subito dopo un’altra ragazza urla con Isabella («È un quarto d’ora che rompi le palle. Vattene») e Isabella – nel frattempo «eliminata» dal tronista – esce per piagnucolare fuori, ma sempre ripresa, per via della privacy, da una telecamera. «So che è un gioco, ma mi dispiace – si dispera – perché lui non ha capito quello che traspaio io».

Prima di «trasparire» in modo definitivo, Isabella non dimentica di ringraziare Maria: ma il vocione col microfono sta già trafficando con l’altro tronista (Federico) di cui ci fanno vedere la cosiddetta «esterna»: una registrazione di lui, su un divano, che aspetta Lucia. Ma Lucia non arriva e lui se ne dispiace «un attimino», ma poi la prende con filosofia («se non è venuta, ciccia»).

Altra «esterna» per Federico che «sta conoscendo meglio Eliana». Presumo che presto si conosceranno in tutti i sensi. Lei è subito esplicita («Con una come me, tu ci potresti stare?»): lui risponde con un primo bacetto per poi arrivare al secondo eccetera eccetera. Musica in sottofondo. Applausi in studio.

Dimenticavo: mentre i due stanno per passare dai preliminari alla fase successiva, lo schermo rimanda il quadratino dell’altra (Lucia). Pure lei ci sarebbe stata, con il tronista, ma lui pare preferire l’altra. E allora («Io non sono qua per ridere, sennò andavo al circo»), la partenopea Lucia fa la scena madre e abbandona con un plateale «e allora sposatelo» senza però dimenticare il «ciao, Maria» d’ordinanza.

Per Federico arrivano altre cinque ragazze. Tutte con una rosa (di plastica) in mano, ammiccanti il giusto e pronte per farsi portare «in esterna». Lui, annoiato, fa rimanere solo la prima. Le escluse lo ringraziano. Otto le ragazze per Cristian: stessa sceneggiata (la rosa, l’ammicco, il bacetto) e stessa conclusione. Anche Cristan fa restare solo la prima («La cosa che mi ha colpito di te sono – giura lei – i tuoi saldi principi sulla famiglia e poi sei bellissimo»).

Altra «esterna»: siamo in riva al mare, il sole tramonta e «Cristian sta conoscendo meglio Desirè», una ragazzotta che fa la le pulizie e parla come i biglietti nei baci-Perugina («Il mare mi descrive: è immenso e parla»). Cristian va al sodo: con la scusa della brezza, se la strizza alla grande. Si torna in studio. Cristian elimina la prima e la terza: Valentina non gradisce e sibila «vergognati».

La puntata finisce con una tizia bionda – Tina – che saluta gli abitanti di «Colle Peloso». È un paesino in provincia di Frosinone, ma a lei, chissà perché, viene tanto da ridere.