Come aprire occhi spesso foderati di prosciutto
di Mauro Banchini
Terzo caso. Altri anziani che ballano al «palaplip di Mestre» (una sorta di balera) e frequentano corsi antitruffe.
Quarto caso. In provincia di Parma un proprietario di appartamenti all’insaputa di tutti piazzava microcamere nelle camere da letto delle giovani coppie.
Quinto e ultimo caso. Quando leggerete queste righe, dopo il mitico 11 giugno 2011, Roma sarà ancora in piedi oppure sarà stata distrutta dal terremoto di cui si vocifera sul web?
Queste le cinque vicende su cui, venerdì della scorsa settimana, si è soffermato l’occhio acuto di Mi manda Rai3. Storica trasmissione a difesa dei consumatori, era stata interrotta con uno sfortunato tentativo di «restauro» affidato Maria Luisa Busi. Ora Rai3 ci riprova tornando ai «santi vecchi» anche se con un conduttore nuovo: Edoardo Camurri, laureato in filosofia teoretica con Gianni Vattimo e chissà che questa preparazione non serva davvero per affrontare casi di truffe e inganni. Deve avere una paura matta di non farcela e si capisce dal motto scelto per chiudere («Ce la faremo!») ma anche dalla grinta che ci mette fin dall’inizio. Sbaglierò tocchi ferro, il Camurri ma ho proprio l’impressione che lui ce la farà.
Stavolta a dargli una mano è arrivato «l’onorevole» (viste le virgolette?) Domenico Scilipoti: non come politico, ma come medico. Combinando un tale casotto che viene perfino il sospetto di una «combine» fra lui e la direzione di rete. Se infatti sono fondamentali gli ascolti, certo gli ascolti non sono mancati durante la lunga rissa scilipotiana.
Il clima era commosso con il caso di Emanuela, la donna uccisa dal cancro per essersi voluta affidare alle cure di un medico seguace di un inquietante «collega» tedesco e delle sue strampalate teorie (in pratica: i tumori non esistono, dipendono da «conflitti» che ciascuno può avere; per guarire basta scoprire il «conflitto» e il tumore va via da solo).
La mamma di Emanuela e due amiche stavano raccontando con l’avvocato una storia molto amara che un luminare della medicina avrebbe poi definito «omicidio» mentre il mitico professor Ugo Ruffolo avrebbe rincarato la dose parlando di «caso di criminalità medica». C’era pure un giornalista che ha scritto molto sulla mostruosità delle teorie di Hamer. Per «par condicio» c’erano anche i «seguaci» di Hamer e stavano collezionando una figuraccia dietro l’altra.
Poi è arrivato lui, lo Scilipoti ginecologo, agopuntore e amico di certe teorie guaritorie: tempo fa aveva invitato proprio il medico italiano reo di aver ingannato la povera Emanuela.
Ciò che Scili ha combinato in studio, chiunque può rivederlo da solo nel cliccatissimo video web. Posso solo dire che ho avuto, netta, l’impressione che il furbo Scili ci prendesse in giro: lui è uno che «gioca» con il personaggio che si è creato. E d’altronde, nel contesto di una trasmissione impegnata nella difficile fase del decollo, avere uno impegnato a buttarla «in caciara» poteva perfino andar bene. Peccato che, in una caciara assai meno ridicola ci sia finita tre anni fa una povera donna illusa da quella che i Tribunali potrebbero riconoscere come una truffa e come un omicidio.
Da qui l’importanza di una trasmissione come «Mi manda Rai3». Aiutare i cittadini ad aprire occhi spesso foderati di prosciutto. Ma per favore, Camurri: eviti le furbate di coinvolgere, per il dio ascolto, gente come «l’onorevole» Scilipoti. Se, purtroppo, la politica di oggi ne ha bisogno, il giornalismo serio dovrebbe poterne fare a meno. Grazie.