«Cominciamo bene» e soprattutto senza spot
Mauro Banchini
Marco Tagliaferri, chi era costui? Il pubblico di una certa età lo ricorda. Rigorosamente in bianco e nero, era il pittore che faceva da sfondo a uno sceneggiato («Il segno del comando») nel cui nome si fermava l’Italia inizio anni Settanta. Ugo Pagliai, Carla Gravina, Rossella Falk, Massimo Girotti, Franco Volpi e una storia di misteri che per tutta la settimana è stata riscoperta da Cominciamo bene Prima: una lunga striscia quotidiana (dalle 9 e un quarto alle 10 e cinque) dedicata al mondo dello spettacolo. Fa da traino al Cominciamo bene vero e proprio il programma mattutino con Fabrizio Frizzi, Elsa Di Gati e Rita Forte che accompagna chi, a quell’ora, sta alla tv o perché malato o perché casalingo o perché gli va di stare in casa a vedersi una tv senza spot.
È anche questo a colpire chi la tv generalista se la sciroppa in altre fasce orarie, certo più appetibili per chi deve venderti qualcosa. A quest’ora, invece, puoi stare un’ora e mezzo di filato e nessuno ti interrompe: ti viene fatto di pensare a come potrebbe essere gradevole, la tv, anche in prima serata se non ci fossero le normali angosce degli ascolti.
In Prima ci sono due tizi. Assai soft. Non ti stupiresti se narrassero la loro «gaiezza» (d’altronde sono fatti loro, ma è difficile dar credito a chi grida di continuo che gli omosessuali sono discriminati): uno presenta con grande garbo l’ospite di turno e l’altro («il maestrino» Leo Sanfelice) suona le sue strampalate storie condendole di gridolini, mossettine, autoironia e pupazzetti.
Ecco il solito tizio che legge gli oroscopi: per noi della «Vergine» oggi c’è la possibilità di «un magico incontro». A quelli dei «Pesci» si prospetta una giornata «all’insegna dell’allegria». I «Capricorni» devono stare «attenti alle spese». Per non parlare dei «Cancri»: ciascuno di loro potrà «risolvere un problema pratico». Ma, chissà perché, «solo all’ora di pranzo». E siccome «la luna sta per entrare nel segno del Toro», per i «Gemelli» in serata potrebbe arrivare «il principe azzurro». Deve essere il segno del «maestrino» perché, dal pianoforte, si sente un gridolino. E si intuisce una mossettina.
È di turno il bell’attore, Giancarlo Zanetti. Sta per debuttare con uno spettacolo in un teatro molisano e chiacchiera amabilmente sui tanti sceneggiati tv che ha interpretato dalla fine degli anni Sessanta: se ne vedono spezzoni e quasi tutti in bianco/nero. Ripassano grandi attori di una tv lontana, compresa una Mita Medici che allora faceva davvero sognare. Ennesima saga della nostalgia, del «si stava meglio prima». Ma il programma si fa guardare e ti chiedi perché non lo passino in prima serata. O anche in seconda. Vuoi mettere Ugo Pagliai che cerca di svelare i misteri del pittore morto un secolo prima con Bruno Vespa che si liscia le mani facendo finta di raccontarci i misteri della politica?
Non c’è spot e si passa subito al Cominciamo bene con Fabrizio Frizzi. L’assistente di regia tale Annalisa oggi compie gli anni: ha portato pasticcini in studio. Un bravo pediatra spiega cosa devono fare i genitori davanti agli incidenti domestici dei loro figli. Rita Forte racconta quand’era bambina: un cuginetto si mise le perline dentro il naso. Telefonate e mail in diretta. Walter, di Bassano del Grappa, vuol sapere se con un tubo dell’aspirapolvere un bambino può staccarsi il bulbo dell’occhio (risposta negativa). Veronica da Milano vive con due figli e il marito in una casa da 37 metri quadrati: le bimbe sbattono la testa da tutte le parti. Il bravo medico spiega con pazienza e assicura che tornerà.
Si cambia tema puntando sui 37 mila artigiani che mancano in Italia. È possibile inviare mail su un artigiano che non c’è più. Rita Forte suona al piano. E ancora, dopo un’ora e mezzo abbondante, non s’è visto uno spot. Abbiamo cominciato bene.