«Current tv», c’è un nuovo canale da monitorare su Sky
di Mauro Banchini
Merita un occhio. Anche se si è fuori dai «giovani adulti», la fascia 18-34 che rappresenta il target privilegiato dell’operazione. Non sappiamo se siamo davvero in presenza della «nuova frontiera per l’attualità» né possiamo dire se è vero che questo «canale rivoluzionario racconta la realtà da un punto di vista nuovo: il tuo». La cosa certa è che il modo antico di guardare la tv sta per tramontare. In peggio? In meglio? Giudizio sospeso, ma attenzione forte per questa esperienza.
Parliamo di Current Tv (canale 130 di Sky, in onda dall’8 maggio). L’Italia è il primo paese non in lingua inglese a essere coinvolto nella tv lanciata tre anni fa da Al Gore, ex vice di Clinton. Una tv che si vanta di essere indipendente e che punta su altre due parole nel cui nome, peraltro, si possono commettere molti abusi: libertà e democrazia. Raggiunge in due modi: tramite satellite e per mezzo del web (www.current.com). La novità sta nel tentativo di essere fatta anche attraverso la partecipazione delle persone comuni: chiunque può inviare un suo video (i VC2 per intendere Video Creati dalla Comunità) che può durare da due a dieci minuti. Possono essere girati con i telefonini o con le telecamere amatoriali e riguardare qualunque argomento. Si può, in certi casi, anche essere pagati.
La similitudine più nota è quella con You Tube. Ma le regole non prevedono spontaneismo eccessivo: qui c’è una redazione specializzata che ai video amatoriali contribuisce a dare una forma finale in base a parametri professionali. I video sono immessi nella rete e sottoposti al giudizio: i più votati finiscono sul canale satellitare. «Vogliamo portare internet intelligente nella tv, non la tv stupida su internet», hanno detto i fondatori. Come proposito non è davvero male.
Tanti i settori: politica, cronaca, esteri, ambiente, arte, personaggi. E particolari anche i modi della messa in onda: no a scansioni rigide, si alla più totale eterogeneità («un mosaico policromo in continuo movimento») con un ritmo blogghesco che può perfino dare fastidio a noi «adulti giovani» o creare ripulsa nel pubblico degli «adulti adulti», ma che è il ritmo giusto per i «giovani adulti». Quelli che se li fai vedere i Maigret di Gino Cervi fuggono dopo dieci secondi.
Il mosaico lo vedi in tv con le tecniche del web: continui rimandi, schede, approfondimenti, annunci su ciò che arriverà dopo. E un utile conteggio dice quanto manca alla fine della clip in onda.
Sullo schermo passano storie sempre diverse, rapide, realizzate dagli utenti. Chi ha qualcosa da dire può farlo. Titoli giornalistici.
Cacciatori di tornado mostra una selezione dei 13 mila chilometri fatti nelle campagne Usa da un gruppo di ragazzi italiani incuriositi dalla natura. Calcio da preti racconta le vicende di Diavolo rosso, seminarista nero che partecipa alla Clericus Cup, torneo vaticano a 16.
Arriva un pezzo postato da un ragazzo italiano andato in Somalia a filmare il mercato delle armi. Per pochi dollari contratta bazooka, pistole, fucili. Nessun giornalista vero ha mai filmato tale commercio. Anche perché per girare un video in certi luoghi ci vuole coraggio. O incoscienza.
Divertente il video successivo: la passione lombarda per la musica popolare americana. A Paderno Dugnano impiegati e commesse si ritrovano (Country in Brianza) a ballare come se fossero nel West. Inquietante l’altra clip (Danza comunista): girata in Corea, mostra le deprimenti immagini (compresi i visi dei governanti) che migliaia di giovani indottrinati riescono a comporre negli stadi, solo girando cartoncini colorati.
E arriva Guerriglieri del giardinaggio. Decine di londinesi, di notte, hanno la illegale mania di piantare a loro spese fiori nelle aiuole abbandonate. Perché lo fanno? «Non mi limito a protestare contro il Comune dice uno ma cerco di agire per rendere migliore la città». Due giorni dopo la pianta più bella è stata rubata. Ma ai «guerriglieri» che importa?