«Italian job», non è vero ma ci credono
di Mauro Banchini
«E’ solo truffando che puoi capire le truffe degli altri». Filosofia non impeccabile, ma sta alla base di un programma (Italian job) la cui visione è caldamente raccomandata: almeno per le due puntate che ancora restano, la domenica su «La 7».
C’è un attore, Paolo Calabresi, somigliante a Nicolas Cage. Ci sono truccatori che lo trasformano in personaggi improbabili o, ahimè, assai probabili. C’è una gigantesca faccia tosta dell’attore a presentarsi come un deputato alla ricerca di piaceri perfino stupidi (farsi parare un rigore da Buffon, fare il giurato a una selezione di Miss Italia, farsi aprire un museo di ferragosto) o come un grande regista Usa che vuole andare da Mastella alla festa di Ceppaloni (alla fine lo bloccano, ma per un pomeriggio intero tutti ci avevano creduto).
Poi, l’attore, diventa un inquietante lobbista russo che tenta di corrompere un sindaco e un senatore per «oliare» le procedure in vista dell’apertura di nuovi casinò (il problema non è che uno ci provi. Il problema è che sia così facile riuscirci). Diventa, l’attore, anche presidente di un falso circolo politico (Dio mio, com’è davvero bassina la politica di questo inizio millennio!) facendosi poi passare per un grande giornalista e ottenendo un’intervista con Michela Brambilla.
Diventa magnifico rettore di un falso ateneo svizzero impegnato a vendere false lauree, per qualche migliaio di euro, a veri parlamentari. Diventa consulente del presidente Zapatero omaggiato in un programma tv con politici e giornalisti di primo piano: racconta balle incredibili, ma nessuno mette in dubbio la sua credibilità.
Una faccia tosta che sfiora il grottesco quando, il finto onorevole, tiene un comizietto alle aspiranti miss invitandole a guardare «al di là delle apparenze» e a non fidarsi mai di nessuno. Le belle applaudono e lui è già pronto: si imbuca, ricevuto con salamelecchi, nella finestra più prestigiosa del Comune di Siena per vedersi a sbafo il Palio di luglio. «Fare l’onorevole è una gran figata ammette tutti ti fanno fare quello che vuoi».
Non è solo un gioco. Ottimi servizi giornalistici (veri) inquadrano gli argomenti: i profitti legati ai giochi d’azzardo e il rapporto con la classe politica, il peso delle raccomandazioni, il numero dei deputati che hanno cambiato partito. Dal 2001 al 2006 a voltar gabbana sono stati ben 202. Il vero giornalista racconta la parabola di uno di loro, l’inquietante «onorevole» De Gregorio eletto con il centrosinistra e subito passato al centrodestra grazie a un accordo su cui adesso indaga la magistratura.
Raccontare per scherzo cose purtroppo vere: è la missione di Italian Job, programma da gustare. Sapete quanto sarebbe costato al (falso) uomo d’affari russo corrompere due nostri (veri) politici? 750 mila euro.