La perfida arte del rintrono: tante reti una sola tossica tv
di Mauro Banchini
«Sono arrabbiato nero e tutto questo non lo sopporterò più». Chi ricorda il film-capolavoro («Quinto potere») che nel lontano 1976 ci aveva già fatto capire l’inevitabile deriva nel rapporto con i media, ricorderà anche come il participio passato fosse, nel film, un tantino più crudo. Ci siamo comunque intesi e resta fortissima la voglia di affacciarsi alla finestra per gridare la nostra incavolatura davanti a quelli e son parecchi che in tv ci prendono per i fondelli.
Il problema è che ci vorrebbe una galera enorme per contenere le tante vannemarchi dello schermo. Ma il vero, tragico, problemino è che forse fessi lo siamo per davvero.
Prendiamo la sfida di questi giorni: l’anticipo al martedì di un capolavoro della tv commerciale («Amici») per sfidare in contemporanea un altro capolavoro («X-Factor») di una tv che dovrebbe essere diversa se non altro perché ogni tanto dice di incarnare il «servizio pubblico». Show sovrapponibili, fatti con l’identico scopo di addormentare, attraverso la perfida arte del rintrono, i più giovani illudendoli che il riflettore sia lo strumento più importante, che possa puntare proprio su te e che nella vita non si è nessuno se non si è, primi, sotto il riflettore. Provaci, dopo, a fare il dopo cresima!
L’unica cosa che davvero conta per i signori che producono i due programmi e si scopre l’acqua calda a scriverlo non è il futuro dei ragazzi ma i soldi che, con loro, si possono fare: quei fessacchiotti di noi che, già frustrati per mille motivi, ci mettiamo davanti allo schermo per vedere chi vince, contiamo solo come piccoli contatti nella battaglia per l’audience e per i contratti pubblicitari. È solo questa la risposta da accendere a servizio dell’unico blocco televisivo ormai esistente. Altro che sfide.
Questa tv è davvero un solo grande caramello. Tossico e andato a male, ma ci mettono così tanto zucchero che sembra una delizia. Provatevi a trovare una differenza vera fra i tg. Impossibile. Identici. Unico l’obiettivo: nascondere le notizie importanti esaltando le corbellerie, rendere sempre più inutile, evanescente, mistificante quella mezzoretta in cui il popolo dei rintronati pensa di conoscere le cose serie finendo per non sapere nulla ma, in compenso, per sapere tutto sull’ultimo fru-fru venduto come notizia.
Dopo i fasti di Sanremo, le prove di Raiset (Rai più Mediaset) sono già avanti, ma adesso mettiamoci pure Skraiset7 (Sky più Rai più Mediaset più La7): mostruoso animale utilizzato anche da quel mago di Fiorello che dovendosi fare un po’ di pubblicità per il nuovo show su Sky si è fatto aiutare da un incartapecorito Bongiorno, uomo Mediaset in libera uscita su Sky, mentre Staffelli consegna il Tapiro a Fiorello durante una diretta su Rai2 tirando in ballo, il giorno successivo, anche il direttore del tg La7.
Il termine coniato (video spamming) rende bene ricordando il fenomeno dell’invio in grandi quantità di messaggi commerciali indesiderati. Nei computer, almeno, esistono gli antispamming a pulirti, se non altro, la porcheria più evidente.
Diciamo che anche nel mondo della tv adesso che pure Sky sta entrando nella famiglia generalista ci vorrebbe un antispamming per levare tanta spazzatura. Forse possiamo ancora farcela, a riconoscere la spazzatura vera da quella falsa.
Uno degli esempi di spazzatura falsa, e dunque di programma da salvare in questo tipo di televisione, trovo siano le televendite di quadri sulle emittenti locali. L’altro giorno ho passato due ore a gustarmi uno, vestito da mafioso, che tentava di piazzare i dipinti più improbabili chiedendo in cambio da quattromila in su. Assolutamente geniale. Quasi quanto Mike quando vende la poltrona Francesca.