«La vita in diretta»: qualcosa di vero fra tante sciocchezze rosa
di Mauro Banchini
Fino a martedì scorso lo ignoravo. Ora, grazie a La vita in diretta, ho scoperto che esiste il «principe Giovannelli».
Cosa faccia per campare, continuo a ignorarlo; se la Rai paghi questo buffo signore chiamato principe («i titoli nobiliari non sono riconosciuti», recita la Costituzione. Ma si vede che quel passaggio devono averlo abolito) questo proprio non lo so. Però ho visto che lui, Carlo Giovannelli, era seduto accanto a Nicola Pietrangeli, il campione di tennis, e all’ex valletta Simona Tagli. Il trio veniva interrogato da Lamberto Sposini (fa di tutto per nasconderlo, ma è un giornalista. Dopo anni di professione ha capito che si «cucca» di più e si rischia di meno se ci si occupa di gossip).
I quattro sono occupati attorno a una questione grave: è davvero finito il matrimonio tra Carolina di Monaco e il principe Ernst di Hannover?
Con Carolina avevo perso i conti. So che esiste e che ha avuto una vita movimentata, ma non è che tutti i giorni avverta il bisogno di conoscerne gli sviluppi: ero dunque rimasto indietro. Non sapevo che si fosse sposata con Ernesto. Né sapevo che Ernesto, principe «puttaniere», si era fatto fotografare con una certa Miriam («organizzatrice di eventi»: con un mestiere così, capite bene che si può fare qualunque cosa) mentre stavano abbracciati non ricordo bene in quale mare ma sono sicuro non era Lido di Camaiore.
In quattro si appassionano: la figura migliore ce la fa il re delle palline, Nicola Pietrangeli. Presentato come «amico di famiglia», se la cava dicendo che è stato 20 giorni in Kenia e non sa nulla. Starà zitto per tutta la mezzora in cui lo studio tratterà lo storico quesito («Finisce un’epoca a Montecarlo»). Non si capisce né perché l’abbiano chiamato né perché ci sia andato.
In compenso parlano molto gli altri due, uniti al mitico Nicola da una comune vicinanza per le palline (nel caso del «principe Giovannelli» trattasi, credo, di palline araldiche). Scopro adesso che Simona Tagli è stata «tra le fidanzate» di Alberto, il fratello di Carolina.
«Hai mai pensato, Simona, di diventare principessa?», chiede Sposini con la stessa serietà di quando ci porgeva le notizie vere. «Sono ancora molto affezionata ad Alberto, ma non l’ho mai visto come un principe», è la diplomatica risposta della ex valletta che aggiunge un particolare: non avrebbe potuto sposare Alberto perché «separata», anche se il matrimonio è stato «annullato dalla Sacra Rota».
Così aumenta la mia diffidenza o vescovi che mi leggete chiedo perdono per quello strano strumento chiamato «Sacra Rota» che proprio non capisco perché aggettivarlo. Forse basterebbe solo «Rota».
L’altro «principe», il geometra Giovannelli (ammesso ce l’abbia fatta a prendere un diploma in qualche Cepu della prima repubblica), si lamenta perché «pareva un matrimonio che andasse bene». Però fornisce una indicazione preziosa: il principe di Hannover «beve un pochino troppo».
L’ottimo Lamberto, mentre sul video passano immagini dei reali che governano quel buffo ma inquietante posto chiamato Principato di Monaco, lancia alcuni approfondimenti. Titoli roboanti: un triste «È finita!» con tanto di punto esclamativo («Ah, come vorrei potessimo metterci un punto interrogativo», cinguetta il principe Giovannelli ricordando la fatica, al Cepu, per capire la differenza tra i due segni), un suggestivo «Carolina, principessa sfortunata in amore», un simpatico «Nobili indiscrezioni».
A fare questi servizi «giornalistici», anch’essa pagata con i miei cento e rotti euro di canone, una certa Ilaria: in tre minuti ci ricordano la complicata vita di Carolina, in altre tre minuti spiegano chi è questo Ernesto di Hannover. Si finisce a Castiglion Fibocchi. Non da Licio Gelli ma da Amedeo d’Aosta che ha «concesso» alle camere Rai di entrare in casa sua (non deve essere la prima volta vista la confidenza tra Amedeo e Lamberto). «Ahimè decreta Amedeo non credo proprio ci sia una via di ritorno».
Arriva Silvia, moglie di Amedeo, in tempo per rispondere a una domanda basilare («Come siete, voi nobili, nella vita normale, al di là dell’apparenza?»). Amedeo e Silvia cinguettano («Normali») e a me viene sempre in mente il mi’ povero babbo quando mi diceva «dovesse capitarti di conoscere un potente non ti fare intimorire mai. Pensalo quand’è al gabinetto». Grande consiglio.
Da Bordighera, intervista a tale Daniel Ducruet («Uno che il principato lo conosce bene», scrive il monitor) presentato come «uno degli amori di Stefanie» che, ricordo, è la terza figlia di Ranieri. Una tipina sveglia.
Deve esserci stato insieme per nove anni («anni di fiaba», dice lui, ex vigilantes a Montecarlo poi arrivato terzo in una delle edizioni de «La Fattoria»). La favola finì per colpa di qualche foto a luci rosse segno dei tempi fra lui e qualche altra brava ragazza di buona famiglia.
È finita la prima parte. Fra poco si parlerà di sesso nella quarta età e di matrimoni gay.
«La vita in diretta» spiega bene la società di oggi: sciocchezze rosa, oppio assoluto, mescolate a questioni vere. In modo che non si capisca la differenza. Perché, se si capisse, come farebbe a campare il «principe Giovannelli»?