Le brutte truffe di «Forum», ultimo caso di tv taroccata

di Mauro Banchini

«Sia che vada bene, sia che vada male: il mondo va e viene come vuole il giornale». Parole sante, queste di don Dario Flori detto «Sbarra» per via di un caratterino non molto accomodante. Un secolo fa era parroco nella campagna pistoiese, fra i contadini. Diffusore della dottrina sociale e polemista (ce l’aveva con socialisti e massoni), usava bene i media, comprese le canzonette: dobbiamo a lui gustosi esempi di saggezza educativa, compreso questo dedicato a chi leggeva il giornale. La filastrocca va completata. «Quando leggi il giornale non lo leggere a caso, se non vuoi tale e quale esser preso pel naso».

Mi è tornato in mente, don Flori, riflettendo sull’ultimo caso di tv taroccata: una brutta truffa a Forum, spazio tv che anch’io, peraltro, guardo spesso.

Forum. Davanti a un giudice vero, in uno scenario che scimmiotta un’aula di tribunale, due personaggi portano i motivi del loro essere in causa. Espongono le loro ragioni davanti a un pubblico di comparse, presumo pagate. Si sovrappongono con le voci («Fai parlare anche me … Io non ti ho interrotto») e giocano per lanciare l’unica cosa seria: lo spot sulla carta igienica. Il giudice emette sentenza e picchia il martelletto con la formula di rito. «L’udienza è tolta».

Qualche volta si capisce che le persone «in lite» sono autentiche, talvolta è evidente che siamo in presenza di qualche «rinforzino» e che dietro c’è un copione, recitato più o meno bene da due comparse. Ma siccome i casi sono buffi e la storia si lascia catturare, uno ci rimane per capire chi avrà ragione.

Pubblico – dicono gli esperti – molto «semplice» quello che guarda Forum: gente di una certa età e con titolo di studio basso. Pubblico che si informa solo sui tg e che fa un uso, in genere, non «critico» del mezzo televisivo. Pubblico, insomma, che «beve». Pubblico comunque prezioso: compra carta igienica e non solo.

Giorni fa è successo che una signora di L’Aquila, terremotata, fosse in lite con il marito e avesse deciso, almeno all’apparenza, di farsi risolvere la «causa» dal giudice tv. Ma ecco il guaio: invece di limitarsi a raccontare i motivi (più o meno rinforzati) della lite familiare, la signora ha cominciato a buttarla in politica con forti apprezzamenti favorevoli su come il governo avrebbe risolto i problemi dei terremotati.

È però saltato fuori che la signora non era una terremotata: era solo una comparsa (abruzzese di origine, ma sempre comparsa) pagata da Forum (sui 300 euro, pare) per recitare un copione che prevedeva anche un apertissimo sostegno al governo nazionale e al suo capo. Insomma: una piccola-grande truffa.

È successo il finimondo con una pessima figura della conduttrice di Forum, Rita Della Chiesa, e della intera azienda tv che, usando le parole di don Sbarra, aveva «preso pel naso» parecchi italiani.

Andrei davvero al di là del caso specifico e punterei sull’aspetto più generale: tantissime cose – in tv e nei media – sono un inganno nei confronti dei meno provveduti. Chi controlla i media sa bene come, in particolare negli spazi non giornalistici, l’inganno faccia sempre parte del gioco: ingannano i linguaggi pubblicitari e quelli delle fiction, trappole invisibili sono nei lustrini degli spettacoli e nelle risse dei talk. Nulla di strano: è la tv. L’importante è esserne consapevoli. D’altronde, nel mondo della comunicazione non esistono le regole deontologiche che (almeno in teoria) disciplinano il mondo dell’informazione giornalistica dove il professionista ha (dovrebbe avere) il non lieve vincolo di rispettare la verità dei fatti.

E comunque, nella marmellata appiccicosa di un qualunque palinsesto televisivo, tutto tende a confondersi, omogeneizzarsi, diventare pappetta appiccicosa.

Nessun male quando uno se lo ricorda o ha gli «attrezzi» personali (lettura, riflessione, cultura) per non «bere» ciò che vorrebbero farti bere. Ma se questo manca, allora può essere un guaio con un «divario» destinato ad allargarsi fra chi è consapevole e chi riesce solo a farsi fregare.

Le parrocchie – spazio abitato da moltitudini di persone vere – molto potrebbero fare, in termini di educazione all’uso consapevole e critico dei media (antichi e post moderni: quante bufale anche attraverso il web …). Perché non rifletterci, ad esempio con quelle associazioni che difendono il cittadino anche dalle turlupinature tv?