L’omino delle buste e i «pacchi» della Rai

C’era una volta, per Santa Celestina, l’omino delle buste. L’8 settembre, Natività della Beata Vergine, a San Marcello Pistoiese apparentemente si vola basso festeggiando una santa che si chiama Celestina (ma con l’aiuto di una grande mongolfiera di carta – detta «il pallone di santa Celestina» – si finisce per andare parecchio in alto).

Una volta, per santa Celestina, c’era l’omino delle buste. Personaggio incredibile, capace – fra i banchi del mercato – di emergere perfino rispetto all’altro grande venditore: quello che riusciva a piazzare piatti in porcellana lanciandoli in alto, sei o sette insieme, per riprenderli senza farne cadere uno. Gente affascinante. Personaggi che se oggi fossero vivi ce li ritroveremo alla presidenza del Consiglio.

L’uomo delle buste regalava emozioni a non finire. Invincibile nell’arte della chiacchiera, era difficile riuscisse a dar via la busta ambita da tutti: quella con le mitiche 10 mila lire. Noi si sgranava gli occhi, lui ci faceva illudere e il fortunato del giro, era grassa se riusciva a tenersi la busta con la bambolina. Quella buona la riprendeva sempre lui, l’omino delle buste.

Oggi il gioco ha cambiato scenario. Non siamo noi ad aspettare il mercato ma è lui a entrarci in casa. Subito dopo il tiggì. Affari Tuoi è una delle cose più intelligenti che possiamo vedere in questa tv. Basta che il conduttore non esageri con le pause: fatte per creare atmosfera, se sono troppo lunghe diventano soporifere (erroraccio che l’antico trafficante di buste mai avrebbe fatto). Al posto delle buste ci sono i pacchi, al posto del deca ci sono cifre colossali, capaci di «cambiarti la vita».

Sere fa un tizio ha difeso il pacco da 500 mila euro. Precario, era la persona giusta per vincerla, quella fortuna. La sera successiva un altro – vestito come i tirolesi che vediamo d’estate sulle Dolomiti nelle tristi serate organizzate dall’azienda di turismo – che in effetti veniva dall’Alto Adige, è riuscito a portarsi a casa … 3 euro. «Non importa, è un gioco. Ci siamo diverti lo stesso» ha mentito, con la bella moglie e la classica mamma al seguito che, subito, lo avranno fatto nero.

Le cose pareva andassero bene: aveva fatto fuori i pacchi «barloffi» (due bietole, il pareo). Ma aveva anche accettato il cambio proposto dal «dottore» (mitica entità, quasi divina, che governa il gioco senza farsi vedere né sentire): nel pacco iniziale aveva ben 75 mila euri. Cambiandolo con il 2 («il giorno in cui sono nato») ha fatto un pessimo affare perché, ma lo vedremo solo alla fine, è il pacco con 3 euro.

Il gioco va avanti: i primissimi piani sui giocatori e sui parenti, le «finte» del presentatore, le proposte del «dottore», le richieste e le offerte per abbandonare il gioco, le note tragiche e quelle trionfanti in sottofondo, il duello finale fra i due pacchi residui. «Hai giocato da coraggioso»: il conduttore cerca di alleggerire il peso della sconfitta per il tirolese che, adesso, gli schiaffi non se li darà più sulle cosce.

Stasera la puntata è durata troppo. Non c’è tempo per convenevoli. L’immagine sfuma. La voce ci spiega che il programma è stato offerto da «Miglior cane», azienda per alimenti da cani.