«Mi manda Raitre», ma perché non promuoverlo in prima serata?
Ma la trasmissione storica, tipica da moderno servizio pubblico, mi ha sempre convinto. Ricordo puntate divertentissime per smascherare imbonitori e maghi, venditori di tappeti e diffusori di diamanti. E ricordo puntate drammatiche su casi di malasanità. Chi mai potrà scordare il «sale del mar morto» della signora Marchi?
Continua a convincermi pure oggi che me l’hanno confinata in orario per me inguardabile (ogni mattina, rigorosamente su Raitre, nell’ora fra le 10 e le 11). Adesso la conduce Elsa Di Gati, giornalista con un passato radiofonico importante e un presente di evidente telegenia oltre che di sostanziale bravura: conduzione grintosa e social.
Ci si può collegare in diretta, partecipando alle storie raccontate, sia con twitter che con facebook, sia con e-mail che con un numero verde. Si possono segnalare, dal sito web, storie inviando foto e video. Ed è possibile, per gli amanti del genere, partecipare a un numero infinito di sondaggi («cimiteri: le spese di sepoltura nella vostra città sono …», «nei confronti di maghi e sensitivi vi sentite …», «viaggi in offerta a prezzi stracciati, li avete mai fatti …». E così via: facilissimo, per chi ne ha voglia – ma io in genere non ne ho assolutamente voglia – trovare un sondaggio su cui potersi esprimere).
Elsa dà anche spazio alle buone pratiche, come la migliore Gabanelli che dopo averci fatto girare le scatole a mille con scandali & brutture varie, ogni tanto ricorda l’esistenza di un’Italia, magari minoritaria ma tenace, capace perfino di «dire no» a ruberie e cattiverie.
Una di queste storie «buone», mattine fa, mi ha colpito: un grande condominio milanese dove decine di coppie hanno deciso di costituirsi in GAS (Gruppo Acquisto Solidale) non solo per acquistare frutta e verdura ma anche per spuntare prezzi migliori nel mercato della telefonia e delle connessioni wifi. Grazie all’internet di condominio riescono, ogni anno, a risparmiare almeno 300 euro a famiglia per telefonate e web. Che non è poco.
Poco prima, stavolta sulla telefonia fissa, Elsa aveva condotto un bel confronto fra una associazione di consumatori (ma quanto bisogno ci sarebbe, in Italia, di associazioni serie e credibili in questo settore) e un funzionario AGCOM (Autorità Garante per le comunicazioni): dimostrando come, con un po’ di attenzione, si possano risparmiare fino a 264 euro all’anno se si attivano, con intelligenza e senza farsi fregare dai lustrini, offerte promozionali giuste e cambi di gestore oculati.
Ma il caso centrale della puntata era partito da Scandicci: con una vicenda, piuttosto complessa e su cui si sta pronunciando il TAR, di cooperative edilizie, convenzioni con il Comune, appartamenti comprati a prezzi che non tornano, cittadini da tutelare. Gustoso il battibecco fra il consulente della trasmissione, il prof. Antonio Spadafora docente universitario di diritto privato, e il vicesindaco che peraltro è stato l’unico ad averci messo la faccia visto che il colosso coop, la Lega, aveva declinato l’invito a stare in studio. E l’inevitabile sondaggio ha subito certificato che oltre il 65% degli spettatori ha avuto qualche problema, piccolo o grande, nell’acquistare una casa nuova.
Qualcosa da segnalare? Una truffa, un raggiro, un trucco? Mi raccomando: Mi manda Raitre.