Mondiali, tutta colpa di una «palla troppo telefonata»?

di Mauro Banchini

Sbagliato lodare troppo i tempi passati. Ma in gente come me – che ha visto il calcio spiegato da Carosio Nicolò – è giustificata in certa nostalgia. Un esempio? I mondiali di calcio 2010.

Guardo la prima semifinale (Olanda-Uruguay) con lo stesso spirito del Fantozzi se giocava l’Italia («birra ghiacciata e rutto libero»): solo che l’Italia non c’è più (ho perfino fondato un gruppo Facebook: «rivogliamo i soldi da questi brocchi». Grullo io, ma grulli anche quei 20 che si sono addirittura iscritti. Ulteriore prova di come Facebook sia un delirio).

Sdraiato sul divano con una collezione di gelati al biscotto in una fra le giornate più afose della stagione, supero indenne il duo Marino/Serse (nel senso di Bartoletti e Cosmi); apprendo che Vodafone «regala» la summercard; constato che la telecronaca è pagata da coca cola, pasta amato, acqua uliveto. E finalmente ecco i due: Gianni Cerqueti a fare la cronaca e Beppe Dossena a «firmare» (sic) il «commento tecnico».

Una battuta di Gianni per comunicare che «questa semifinale è imprevedibile»; una di Beppe che offre un pregevole anticipo di spessore «tecnico» sostenendo che «vincerà l’Olanda, però vedremo». Per il momento vediamo i rotoloni regina.

Inni nazionali (più brutti del nostro che a me pare perfino più bello di quello tedesco). «Retropassaggio» e un «orange» (olandese) «cerca di impedire il ragionamento facile» di un «celeste» (uruguayano). Elettrizzante il primo commento «tecnico» di Dossena («palla troppo alta») che anch’io ci sarei arrivato (non alla palla alta ma alla tecnicità del commento).

Beppe e Gianni concordano che una palla era «troppo telefonata». Si capisce che entrambi tifano «celeste», il colore più debole. Per Beppe, dopo sei minuti, «gli olandesi non hanno ancora acceso il motore» mentre, un minuto dopo, «l’Uruguay ha frecce da portare in battaglia». Ovvio, con simili gufate, il goal per l’Olanda: per Gianni è «strepitoso» mentre Beppe («Non mi è sembrato un tiro irresistibile») salvo poi, subito dopo aver rivisto il replay, convenire con Gianni («Un gran goal»). Dimostrazione di come, nel calcio e in politica, si possa dire tutto e il contrario di tutto senza che nessuno batta ciglio.

Altro concetto gettonato è «portatore di palla» (rigorosamente al singolare). Sulle trombe (l’unica cosa che ricorderemo di questo mondiale) il «tecnico» Beppe riferisce su un colpo di testa andato a vuoto: dice che il giocatore «ha cercato la torsione ma gli si staccava il collo».

Al pareggio dell’Uruguay («L’avevo detto: sono vivi») Dossena dà il meglio di sé sottolineando che i celesti sono «la formichina che ha cominciato a tessere» e rigufando contro gli orange – ma anche contro l’italiano, inteso come lingua: «Non vorrei che gli olandesi troppo presto avevano pensato di vincere». C’è qualcosa che mi sfugge nella consecutio di Beppe e nel lavoro delle formiche, ma il primo tempo termina con un pareggio e un «sembrava tutto facile per gli olandesi». Come giudizio «tecnico» forse si poteva osare di più.

Buona parte della ripresa è caratterizzata dalla doppia certezza dei due: l’Uruguay ha ritrovato «l’ossigeno» e gli olandesi hanno perso «la benzina». E quando Beppe vede gli orange «quasi sulle ginocchia» sono proprio loro ad andare in vantaggio («di pochino in fuorigioco», cerca una scusa Beppe). Immediato il terzo goal e la raffinata spiegazione tecnica («Sempre così: è nei momenti migliori che devi subire goal»).

Altre perle «tecniche» del Beppe: «Adesso ai celesti gli arrivano addosso i tir della stanchezza … Ora gli olandesi fanno girare la palla … Quando la palla viaggia c’è sempre modo di raggiungerla … Avrei scommesso che l’avesse stoppato … Un sinistro davvero vellutato»).

Nonostante un’altra rete dei celesti, in finale ci vanno gli arancioni. E io resto curioso di sapere a cosa servono – al di là del contributo al portafoglio personale di chi li «firma» – commenti «tecnici» come quelli che ho ascoltato durante la partita e, in genere, in tutte le altre partite.

Non si poteva risparmiare pagando solo Gianni e lasciando perdere Beppe? Quasi quasi faccio un gruppo facebook, lo intitolo «Noi, felici portatori di palle che girano, abbiamo capito che se la palla viaggia potrà anche essere telefonata ma c’è sempre modo di raggiungerla».

E vediamo quanti abboccano.