Storie di famiglione obese anzi extralarge

di Mauro Banchini

Nell’ultimo biennio, di dietologi ne ho cambiati quattro. Tutti ottimi professionisti e tutti incaponiti nel volermi far mangiare cibi cotti a vapore: con una predilezione sospetta per il cavolfiore e una ostilità assoluta per il salamino affumicato.

Sostengono che sono sulla linea bassa dell’obesità, che devo mangiare lento, passeggiare veloce, mangiare poco e spesso, bere un sacco di acqua ogni giorno, evitare le bibite gassate, non consumare tutto quel parmigiano, per non parlare del gorgonzola, puntando tutto, ma solo due volte a settimana, sullo stracchino….

Ormai so tutto da solo e tutto riassumo in un «mangia meno, mangia meglio e muoviti di più» che poi è la vera regola aurea per dimagrire. Me lo diceva sempre – e gratis – anche la mi’ povera mamma.

I dietologi, con tutto il rispetto, non li sopporto più. Con l’ultimo c’era questo rapporto sadico: lui pretendeva di vedermi due volte al mese per controllare quanto ero calato di peso (e – immagino – per incassare la giusta parcella). Ma siccome l’unico peso che calava era quello del portafoglio (il mio), alla fine gli ho inventato una scusa e, abbastanza inutilmente, adesso tento di fare da solo. Diminuisco un etto al mese: così in 10 anni dimagrirò quei 12 chili che secondo lui avrei dovuto perdere in un anno solo.

Tutta questa premessa per spiegare la goduria che ho messo, qualche sera fa, nel pispolare su Sky Uno attirato dal titolo (Famiglie Extralarge) di un programmino evidentemente americano: 13 famiglione, una a puntata, per le quali il superlativo sta tutto nella massa (allucinante) di peso corporeo, seguite per qualche mese da una genìa di dietisti, personal-trainer e psicologi tutti uniti dal nobile scopo di far perdere decine di chili ai poveretti.

Questa è la puntata di Michel e Adrienne: una mamma sulla cinquantina neppure particolarmente in carne e una ragazzona, orgogliosamente americana nel senso delle schifezze trangugiate e mai smaltite, che si sente in difficoltà e vuole dimagrire.Arrivo a puntata già avviata. È il turno di un «esperto in autostima»: piazza le donne su due lettini per far emergere «difficoltà relazionali» risalenti a quando Adrienne, la ragazza, ha cominciato a essere gelosa della madre che aveva piantato il marito per mettersi con un «compagno». Un classico.

Il verdetto dell’auto-estimatore («Siete più simili di quanto sembra») l’avrei potuto formulare pure io. Ma mai sarei potuto arrivare al delirio di Paul, il personal-trainer.

Alle due – che ubbidiscono solo per diritti tv – fa indossare una muta da sub, stretta e fasciante, suggerendo che per ritrovare la stima perduta devono entrambe nuotare dalla sponda all’altra di un laghetto. Il problema è che l’acqua, siamo in inverno, è fredda, a rischio ibernazione, e mentre la mamma ha (chissà perché) un braccio ingessato, la figlia ha (lo so io perché) una paura matta dei pesci.

Passi per la cinquantenne, ma la ragazza americana obesa da tonnellate di sughi, vederla fasciata in una tuta da sub non è spettacolo invitante. La perfidia vera, però, è tutta in un pescatore lì vicino: ghigna che il lago è pieno di pesci. Adrienne è terrorizzata, ma la voglia di mettersi alla prova è tanta.

Partono insieme, a nuoto, accompagnate dal personal-trainer che, furbo come tutti i personal-trainer, le segue su un comodo barchino.

A metà traversata, la mamma si sente male per il freddo e si ritira frignando («volevo farcela, volevo farcela»). Adrienne porta a termine l’impresa, accolta da un gruppetto di amiche, ma anche dalla mamma che le urla «sono fiera di te». L’amica Jasmine rincara («Sono molto fiera di te») e lei, Adrienne, conferma di essere «moltissimo fiera» di sé.

Tutti «fieri e contenti», ecco l’ora del «fitness test finale». Una sorta di sfacchinata ginnica ripetuta dopo cinque mesi da un analogo «fitness test iniziale». Allora, tra flessioni e corse agli ostacoli, le due impiegarono 4 minuti e 38 secondi. Adesso se la cavano con un più brillante 2 minuti e 48 secondi (io faccio un calcolo rapido sulla mezzoretta che sarebbe, forse, bastata a me).

E si arriva alla «prova bilancia». Cinque mesi fa la mamma pesava 70 chili ed ora va orgogliosa dei suoi 62 («Sono felicissima: è bello avere 50 anni e sentirsi in forma»). E la figlia? Dai 102 (!) è scesa a 88 («Un ottimo risultato. Sono felicissima. Adesso potrò perderne altri 14»)

In due, tra madre e figlia, hanno perso 22 chili. «Prima – esulta Adrienne – ero una simpatica cicciottella tutta torte e crema». E adesso le due, accompagnate e presumo pagate dalle telecamere di Famiglie extralarge, possono permettersi un pic nic sull’alto lago. A suon di tristissimi piselli con deprimente contorno di carote lesse. Più una fetta biscottata. Da dividere in due.