Tg: La7 va meglio di RaiDue ma il livello resta bassino

di Mauro Banchini

Ma quei fischi se li sono inventati al tg sette oppure li hanno silenziati al tg due? Domanda d’obbligo perché confrontare i due tg significa rendersi conto che nei servizi politici della serata (lunedì scorso: «prove di dialogo fra i due poli») la falcata di Berlusconi tra la piccola folla romana ha un sottofondo di applausi e fischi in un tg (quello de «La7») mentre nel tg Rai … si sentono solo applausi.

Lo spazio politico nel primo tg è più ridotto rispetto al tg successivo; in questo, dopo la frase di Berlusconi («disponibili al dialogo, ma il pd deve cambiare»), i tempi sono allungati almeno da due lanci: il pastone con gli inutili flash dei soliti noti (nell’ordine: Alfano, Di Pietro, Buttiglione, Capezzone, Cota, Gasparri) e una intervista a Franco Marini, con la solita pipa spenta, che lancia (Marini, non la pipa) oscuri messaggi in codice.

La news del giorno, su cui entrambi i tg aprono, è un’assai poco efficace conferenza stampa del viceministro Fazio sulla influenza che proprio oggi ha fatto fuori 3 di noi. Tanto si raccomanda, Fazio, di stare tranquilli perché è tutto normale e tutto sotto controllo, tanto abbiamo l’impressione opposta. Accanto a lui, in evidente angoscia comunicativa, Paolino Bonaiuti che al Fazio comunicattivo qualche accidente deve, sotto sotto, averglielo mandato. Ferocissimo l’esito del televoto fatto dal tg La7 («La comunicazione di Fazio vi è sembrata chiara e puntuale?»). Ha risposto «sì» solo il 7% e non ci sono state risposte di terzo tipo: immaginate cosa ha risposto il restante 93% degli italiani.

Entrambi i tg fanno scorrere, nella parte bassa dello schermo, le news di attualità: servizio utile, anche per chi guarda (un’idea?) la tv con l’audio spento. Il tg de «La7» si interrompe per un’ultim’ora: Piero Marrazzo ha ammesso che spendeva soldi non solo per i trans ma pure per la coca. Non hanno le immagini che però, mezzora dopo, passano al tg2 con un Marrazzo affogato in un giaccone per coprire la vergogna. Difficile scordarci questa immagine: e pure la faccia della moglie che, coraggiosa, gli sta a fianco dimostrando la oggettiva superiorità delle donne a reggere i colpi della vita.

Tre altre notizie (il suicidio della ex brigatista, il mistero della morte del tossico, il ritiro dal ballottaggio del rivale di Karzai che – lo giuro – si chiama Abdul Abdul) sono obbligate. Maggiore, per la prima, lo spazio nel tg Rai: c’è pure un’intervista alla figlia di Walter Tobagi (per presentare il solito libro) ed è proprio lei, Benedetta, a chiedere «una politica carceraria più rispettosa della Costituzione». Brava.

Fra i servizi «diversi» colpisce, ne «La7», quello sul lavoro minorile negli Usa con bambini sfruttati nella raccolta di mirtilli. Tg2 risponde con perle di assoluta inutilità: il solito Giovanni Masotti da Londra (visto il livello dei suoi raccontini si capisce poco perché tenere aperta una corrispondenza dalla capitale inglese dove, al massimo, capitano cose sciocche) su una «guardiana rotondetta» della Torre molestata dai colleghi maschi. Fra tutte le cose oggi accadute nel mondo, gli strateghi tg2 decidono di dare spazio a questa e al giamaicano Usain Bolt («l’uomo più veloce della terra») che per tredicimila dollari ha adottato un cucciolo di ghepardo. Per la serie: e chi se ne frega?

Due gli spottoni (immagino il lavoro degli uffici marketing) nel tg de «La7»: Richard Branson, capo della casa musicale «Virgin record» vuol creare anche una «Virgin bank»; Vasco Rossi lancia il suo nuovo cd unendo rock e danza classica. Vale la fondamentale domanda di prima.

Anche «La7» interrompe il suo tg con spot (fra cui una ipersexy «sono tua e ti sto aspettando»: purtroppo è solo la «Prius Toyota») per poi ricominciare con le notizie. Sapevo che era vietato, ma si vede son cambiate le regole. Quello che non cambia è il servizio sul tempo («Ecco i primi fiocchi di neve a Cortina») e la copertura data ai viaggi del presidente della Repubblica (qualunque cosa dica – in genere cose ovvie – sembra sia sempre un evento epocale). Nessuno dei due tg, in una giornata che pure sarebbe dedicata ai morti, perde un secondo per ricordare l’appena defunta Alda Merini: rispetto alla poesia, troppo più importanti il ghepardo di Usain Bolt, il dvd di Vasco Rossi, la guardiana del Masotti, perfino il profumo dei quattro salti in padella.