Tg3 schierato e di parte ma attento al sociale
di Mauro Banchini
Che sia schierato che il cuore batta sulla sinistra non esistono dubbi. Ma che lo schieramento sia meno grossolano del tg di Fede è altrettanto palese. Parliamo del tg rai adesso guidato da Bianca Berlinguer, icona del giornalismo «di sinistra». Parliamo del tg3.
La notizia dodici, quasi alla fine del tg serale di martedì scorso, riguarda i problemi al «reparto scorte» della polizia palermitana. Un sindacalista (certo «di sinistra») denuncia che in una struttura così vitale manca tutto: dalla carta per gli ordini di servizio ai soldi per gli straordinari. «I politici vanno con le auto di lusso, a noi toccano le Clio scassate», chiude subito coperto dal commento: «è di questi uomini il merito degli arresti di questi giorni». E poiché tutti i media sono pieni delle trionfanti note governative che prendono il merito degli arresti, tocca al tg3 dire che il merito è anche di questi uomini: malpagati e male utilizzati ma di alto valore.
Questo significa essere «schierati»? La risposta ai personalissimi punti di vista: chi è abituato al tg di Fede troverà «schierate» queste news, ma anche chi si abbevera alle verità di un altro tg Rai, quello di Minzolin, avrà difficoltà a orientarsi.
La scaletta è piena di altri servizi «sociali»: in un carcere di massima sicurezza 22 detenute lavorano come stiliste; un gruppo di parlamentari visita i centri dove sono chiusi i clandestini (trovano sporcizia e incuria nonostante le visite siano state strombazzate da tempo: figuratevi nei giorni normali. E il cattolico Pezzotta dice di essere qui «per difendere i veri crocifissi». (Comunista pure Pezzotta?)
Un altro pezzo parla di immigrazione, ma con una storia vincente: quella di Anita, soprano georgiana arrivata tre anni fa a Milano, senza permesso di soggiorno, da una casa dove c’era freddo. «Come in una favola» ora è diventata «regina della Scala» interpretando una splendida Carmen. Quella di Bizet: storia di zingari, toreri, sigaraie e contrabbandieri. Storia attuale e, se non fosse per i toreri, storia italiana.
Puzza di sociale (e «di sinistra»?) anche un altro servizio: 11 i medici indagati per omicidio colposo in un ospedale del sud dove è morta Denise. Aveva appena una settimana e si sarebbe salvata se i medici non avessero fatto partorire la mamma su una sedia in un corridoio. Sarebbe viva, lascia intendere il tg3, se i genitori non fossero stata povera gente, disoccupati rumeni che possono affidarsi solo all’immaginetta di padre Pio: grande santo, ma in certi casi ci vogliono medici bravi. «Sinistri» pure altri capitoli di questo tg: per commentare il vertice sul clima la Goracci è andata in Africa e ci fa vedere, con immagini che subito dimenticheremo, cosa significa siccità per la già povera agricoltura del Lesotho.
Quei «sinistri» dei Verdi rivelano i siti su cui il governo sta pensando per le centrali nucleari. Enel smentisce, ma i «sinistri» del tg3 sembrano non dar peso alle smentite: per loro «il governo insiste nonostante il secco no di tredici Regioni».
«Sinistro» pure il servizio sul possibile aumento nelle bollette del gas e «sinistra» la conclusione dell’inviato a Baghdad: non ci fa vedere solo l’ultimo dramma dei kamikaze (130 morti e 500 feriti: fra dieci secondi nessuno si ricorderà più queste cifre) ma racconta anche che l’Intelligence britannica, nel dare il via alla guerra che ha coinvolto pure l’Italia, si basarono sulle rivelazioni nientedimeno che di un tassista. E qui ci starebbe bene la barzelletta di quello che telefonando dice «Pronto, Intelligence?» e si sente rispondere un assai poco rassicurante «uhhh» (esempio classico di battuta che se la racconti fa ancora effetto, ma se la scrivi mette solo tristezza).
E puzza di «sinistra» anche il servizio di apertura. Sprizza soddisfazione, il tg3, quando spiega che Napolitano difende il diritto della Chiesa a dire ciò che crede sugli immigrati contro le corbellerie di Calderoli (che sarà pure un gran corbellone, ma è lo giuro ministro della Repubblica) secondo cui «la Chiesa dovrebbe pensare solo ai poveri di casa nostra».
Una cosa è certa: se essere contrari a questo Calderoli vuol dire essere «di sinistra», allora è «di sinistra» anche Gianni Alemanno («La Lega lasci stare la Chiesa») per non parlare di papa Benedetto XVI: lui, con l’ultima enciclica sociale («di sinistra» pure quella?) al tg3 potrebbe fare addirittura l’assistente spirituale.