Tv locali, maratone elettorali tra improvvisazione e genuinità
di Mauro Banchini
Citarella Emiliano, da Prato. Pancetta che fa a pugni con le righe orizzontali della polo strapazzata. Tocca a lui, da piazza Duomo, spiegare lo scivolone del piddì. In contemporanea, da Vespa lo stesso incarico è tutto per una elegantissima Finocchiaro. Dopo la lunga notte delle europee, ecco lunedì la non meno lunga notte per le amministrative. Notti davanti agli schermi tv in un’orgia di numeri, videate, analisi più o meno sofisticate, chiacchiericci. Se la sera prima gigioneggiavano le biancheberlinguer, i brunivespa, gli antonellipiroso, stasera è il turno di conduttori locali, quelli certo più veri, certo assai meno pagati, certo perfino più simpatici che al territorio danno del tu.
Nella tv di Pistoia l’anchorman dà del tu a tutti: anche ai sindaci appena eletti, non solo ai suoi «inviati» (par di vederlo, l’inviato di Tvl, a scapicollarsi fra Montale e Agliana). L’inviato Pannocchia copre la Valdinievole. «Nelle scuole di via Ascoli dice trafelato c’è stato parapiglia». Transita lo sconfitto alle provinciali: si vede bene che gli girano alla grande. Da uomo di mondo fa gli auguri alla vincitrice, ma è difficile giurare sulla sincerità. Contento come una pasqua un neo sindaco di montagna: ancora non ci crede di aver vinto.
Non c’è uno, fra i politici, che non ricorra al concetto di «gente». È un po’ come far spesa al mercato nei periodi elettorali: fra i banchi della frutta dietro al cetriolo si nasconde implacabile lo spadone del guerriero padano, accanto al pentolaio fa sempre capolino il sorridente «papi», a fianco dei salumi si aggirano quelli del piddì che però, per via degli equilibri interni, non tralasciano neppure non si sa mai lo spazio dietro al friggitore di patatine. Tutti, nessuno escluso, vogliono sempre «parlare con la gente» mentre «la gente», pochi esclusi, passa via in fretta fregandosene alla grande. Inevitabile che, ai vari Pannocchia, i candidati costretti al ballottaggio sostengano di voler «continuare a lavorare con la gente».
In piazza è ora di turno il compagno Nincheri, lista minore. Sfortunato perché arriva sempre qualcuno più importante. Finalmente tocca a lui. «Dobbiamo riprenderci questa città parlando con la gente», è il suo verbo. Incavolato nero è un esponente di «Prato libera e sicura»: le grandi speranze della lista sono finite in un bluff. Ce l’ha coi cinesi ma anche con la gente che non lo ha votato («Ci aspettavamo minor cecità da parte dei cittadini»).
Chi, su una tv fiorentina, la gente invece la blandisce è Renzi. Impegnativa e decisamente faticosa la promessa: «busserò porta a porta ai fiorentini». Come la camicia, la delusione di Matteo è aperta: fino al terzo bottone. Promette che passerà i prossimi dieci giorni in una posizione scomodissima: «pancia a terra, a lavorare». L’inviato della tv locale intervista lo sfidante Galli che, pure lui, promette di incontrare «i fiorentini». E dallo studio un deluso Carraresi annuncia di volersi incontrare con Galli che rilancia («Certo che possiamo incontrarci»). Il sempiterno Valdo smanetta per incontrare subito Matteo. Si incontreranno, forse sotto i riflettori dell’emittente locale, anche Renzi e Galli.
In attesa di tutti questi incontri, in tv hanno fatto le cose in grande. Una ragazza, bionda e vestita a festa, lancia con grande solennità le «videate» sui risultati di comuni e province: da Bruxelles la Sattanino passa le videate da Parigi, qui son di turno le videate da Scandicci. Alessandra indica «tizio» ma purtroppo noi vediamo «Caio». Da Bruxelles si limitano a farci vedere solo eletto e sconfitto: lei arriva fino alle liste con lo 0,12%. Effetto deprimente.
Un ospite in studio (uno dei tanti, fra politici e giornalisti, che venderebbero la zia e pure la mamma per un’inquadratura di sette secondi su Televacca) si becchetta con lo spigliato conduttore chiedendogli di fare, al candidato, una certa domanda. «Se permette decido io», è la piccata replica, ma poi la domanda è proprio quella.
Prima dello spot (una bici al «prezzo incredibile di 79,80 euro») ecco il famoso docente universitario. «A Palazzo Vecchio pontifica le strategie del centrosinistra e del centrodestra saranno asimmetriche». Non è chiaro il senso. Meglio tornare al mitico Pannocchia, inviato in Valdinievole: magari ha scoperto cos’è successo di grave alle scuole di via Ascoli.