«Verba volant», consigli utili agli acquisti politici

di Mauro Banchini

Si chiama Verba volant» – l’umorismo è tipicamente involontario – il programma di Rai3 che segue gli spot elettorali. 15 minuti ogni mattina per dare consigli utili agli acquisti politici. Tuffiamoci in questi spazi autogestiti pensati per il popolo mattutino degli indecisi.

Si capisce subito la distanza fra ricchi e poveri. I poveracci mandano in video qualche disgraziato (uno, tenerissimo, arriva a pregarci di «non cambiare canale»). I ricchi possono stupire con effetti speciali, con prodotti di buona efficacia. Ma è anche l’ora delle televendite e lo zapping è una comoda uscita di emergenza. Ecco quello di Terricciola. Vende scarpe da secoli. Ha inventato la «rottamazione delle scarpe». Gliene porti un paio e lui ti fa lo sconto del 10% su altre scarpe. Un genio.

Su Rai3 un tizio di nome Marco legge il programma sul «bene comune». Con san zapping arrivi sul «magico spolverino ruotante»: un aggeggio verde che si infila ovunque e, ruotando come un pazzo, toglie la polvere dai posti più impensati. «Puoi buttare via i vecchi stracci». Quelli non costavano nulla mentre il «Go Duster» lo rifilano a 49,99 euro. Nell’altro canale arriva Bossi.

Loro un tempo ce l’avevano duro, ma ora di duro gli son rimasti solo i soldi. Il messaggio efficace lo dimostra. Quelli del coso che toglie la polvere perfino dai termosifoni e dai lampadari ripetono che l’aggeggio «fa il lavoro vostro al posto vostro»; i legaioli si vendono con uno slogan («Più lontani da Roma più vicini a te») che è il massimo se riferito a elezioni politiche, cioè a qualcosa che serve proprio per mandare gente a Roma. Comunque («A casa nostra decidiamo noi, non l’ultimo arrivato») si capisce bene dove li vorrebbero mandare gli immigrati.

Meglio le pentole. Vendono quella «del trentennale»: con 198 euro ti porti via una quintalata fra pentole, coperchi, piatti e un «aspiratore ciclone comodissimo per le grandi pulizie». Convincenti davvero, solo che è arrivato Berlusconi.

Lui non vende pentole, ma è comunque pieno di soldi: può permettersi il video che in effetti colpisce di più. E non solo per la canzoncina «presidente siamo con te, meno male che Silvio c’è». Se a De Gasperi glielo avessero detto che qualche decennio dopo la comunicazione politica in Italia sarebbe finita in questo modo, forse si sarebbe dimesso subito. Ma il video di Silvio, per il pubblico di «Amici», è geniale: tutti cantano felici «meno male che Silvio c’è». Nei cantieri veri si muore: nel cantiere di Silvio tutti indossano il casco e l’operaio allegro come una pasqua canta «meno male che Silvio c’è». Cantano nel call center, a scuola, perfino in gelateria. «Silvio c’è». Quasi meglio dello scovolino ruotante: anche Silvio «si infila in ogni fessura».

Finisce l’Italia del cavaliere e arriva Grillo Salvatore. Dice di essere liberale e attacca che bisogna svecchiare. Vista l’età forse potrebbe cominciare lui. Ma non c’è nulla da fare. È Silvio a restare in mente. «Piccolo nelle dimensioni, grande nelle prestazioni». Non è il cavaliere, ma «Mami»: costa 68 euro e puoi farci di tutto. Anche il polpettone.

Su Rai3 arrivano i comunisti. Anche loro c’hanno i soldi: televendita azzeccata ma rovinata sul finale. Siamo su un tram e una voce legge la Costituzione. Troppo facile, per i pendolari, commentare la distanza fra teoria e pratica. Alla fine arriva lui, il comunista con la erre moscia. Timbra il biglietto e chiede il voto. Davvero poco credibile un Bertinotti che viaggia in tram come un pendolare qualunque.

Fra un materasso e una crema rassodante, Pier Ferdinando è convinto che la storia «ancora una volta ci chiede di essere liberi e forti». Anche lui, come quelli del PD, è pieno di soldi. I loro messaggi sono costruiti come i migliori spot per vendere non politica ma aggeggi miracolosi. «Tutto può cambiare, con Veltroni si può fare».

Finisce lo spazio autogestito, ma sulle reti continuano le televendite, comprese le più scalcinate. Arriva (sic) la ex miss Tennessee. Se è stata miss, deve essere stato diversi decenni fa. Racconta di essere nata con una brutta «voglia» sulla guancia (la guancia sinistra). Si sentiva diversa. Non c’era crema che riuscisse a nascondere questo difetto. Poi ha scoperto «True cover» e in pochi attimi la «voglia» sulla sinistra scompare. È solo acqua, ma costa come tutto il resto: 49,99 euro.