Skip to content
1 prodotto
Area riservata
  • Home
  • Notizie
    • Giubileo 2025
    • Vita Chiesa
    • Papa Francesco
    • Toscana
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • Cultura & Società
    • Sport
  • Il Settimanale
  • Notizie dalle diocesi
    • Arezzo – Cortona – Sansepolcro
    • Fiesole
    • Firenze
    • Grosseto
    • Lucca
    • Massa Carrara – Pontremoli
    • Massa Marittima Piombino
    • Montepulciano – Chiusi – Pienza
    • Pescia
    • Pisa
    • Pitigliano – Sovana – Orbetello
    • Prato
    • San Miniato
    • Siena – Colle Valdelsa – Montalcino
    • Volterra
  • Rubriche
    • Risponde il teologo
    • Al Cinema
    • Lettere al Direttore
    • Campanile rock
  • Eventi
    • The di Toscana Oggi
    • Campanile Chef
    • Visite guidate
  • Shop
  • Tv e Media
    • Toscana Oggi Tv
    • Immagine
  • Cet Notizie
    • Conferenza Episcopale Toscana
    • Comunicati Cet
    • Vescovi Toscani
Area riservata
http://compagniairis.it/contatti/?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=cid_20969243886&utm_content=ad_689054790154&utm_term=iris%20firenze&gad_source=1&gbraid=0AAAAADplIR_5E68PIpmaZQ6nTrbcPOYfE&gclid=Cj0KCQjwzrzABhD8ARIsANlSWNP5T8G2JxCDIS4VK8pbQABrsJxcGmLr1wIe5LJjmkcByU1Dxv1DXqEaAkT6EALw_wcB

Rubrica: Risponde il teologo

8 Aprile 2009

Come deve vestirsi il prete?

di Archivio Notizie

Da molto tempo ormai non va più di moda, tra i preti, la tonaca. Capisco che possano esserci motivi di praticità: il prete di oggi deve svolgere tanti compiti e si trova più a suo agio in abiti «civili». Non sempre però questo antico abito è stato sostituito dal cosiddetto «clergyman» (giacca, pantaloni e camicia grigi). Più spesso prevalgono maglioni blu o neri (ma anche marroni), pantaloni scuri ma anche jeans, e in estate non mancano camicie a mezze maniche e magliette. Sarei curioso di sapere se (a parte il cosiddetto «collarino» bianco, e in genere una croce appuntata sul golf) tutto è lasciato alla sensibilità e alla libera scelta del prete, o se ci sono regole a cui i sacerdoti devono attenersi nel proprio abbigliamento.

Giuseppe Pellegrini Risponde don Roberto Gulino, docente di LiturgiaLa questione sull’abbigliamento del sacerdote trova risposta anche nel recente intervento di Papa Benedetto XVI alla riunione plenaria della Congregazione per il Clero avvenuta lo scorso 16 marzo (ne riportava notizia anche l’ultimo numero di Toscana Oggi, del 29 marzo, a pag IV, nella rubrica «La parola del Papa»); il Santo Padre, dopo aver richiamato le dimensioni principali e fondative del ministero presbiterale, conclude con le seguenti parole: «Urgente appare anche il recupero di quella consapevolezza che spinge i sacerdoti ad essere presenti, identificabili e riconoscibili sia per il giudizio di fede, sia per le virtù personali, sia anche per l’abito, negli ambiti della cultura e della carità, da sempre al cuore dell’annuncio cristiano». Si noti bene la scansione, come dei cerchi concentrici, che riguarda prima di tutto la dimensione essenziale ed esistenziale della fede, poi quella dell’atteggiamento concreto nella vita, ed infine l’aspetto di riconoscibilità che può esser dato anche esteriormente dall’abbigliamento.

In una società come la nostra, caratterizzata più di sempre dalla prevalenza delle immagini e dell’importanza del visibile, siamo chiamati a tradurre in segni concreti la nostra testimonianza cristiana, senza fermarsi alla pura esteriorità formale e vuota (condannata duramente dal Signore nell’atteggiamento dei farisei, «sepolcri imbiancati», cfr Mt 23,27). E’ evidente come la fede debba essere testimoniata nelle opere e in tutti gli atteggiamenti concreti che riguardano la nostra sfera quotidiana.

Anche l’abbigliamento ha una capacità simbolica che comunica qualcosa – per non dire «molto» – della nostra personalità e della nostra vita. Da sempre coloro che svolgono certe professioni o ricoprono determinate cariche hanno utilizzato, nell’adempimento delle loro funzioni, un abito caratteristico che ne permette il riconoscimento. Perché allora, anche nel ministero sacerdotale, non provare ad «essere» ed «apparire»? Ripeto: non solo apparire, ma «essere-ed-apparire»; non per lo scopo di farsi vedere e ricevere l’applauso dalla gente (avremmo già ricevuto la nostra ricompensa!), ma per comunicare ed annunciare che abbiamo incontrato il Signore, che Lui ci ha chiamato e che noi proviamo a seguirlo nelle nostre povertà. Del resto penso sia questo lo spirito che spinge un tifoso della Fiorentina (mi si passi l’esempio calcistico) a portare con orgoglio la sciarpa viola o la maglietta del suo calciatore preferito, per far vedere a tutti che la sua squadra del cuore è quella e non un’altra.In questa dimensione della testimonianza si possono comprendere le parole del Direttorio per la vita dei presbiteri che al numero 66 dice: «Il presbitero deve essere riconoscibile anzitutto per il suo comportamento, ma anche per il suo vestire, in modo da rendere immediatamente percepibile ad ogni fedele, anzi ad ogni uomo, la sua identità e la sua appartenenza a Dio e alla Chiesa». Il testo del Direttorio continua riportando il canone 284 del Codice di Diritto Canonico: «I chierici portino un abito ecclesiastico decoroso, secondo le norme emanate dalla Conferenza Episcopale e le legittime consuetudini del luogo». Per quanto riguarda la nostra Conferenza Episcopale Italiana, il 23 novembre 1983 è stata emanata la seguente norma, in vigore dal 23 gennaio 1984: «Salve le prescrizioni per le celebrazioni liturgiche, il clero in pubblico deve indossare l’abito talare o il clergyman».

Quindi, non è proprio una questiona lasciata alla libera scelta del singolo sacerdote.

risponde il teologosacerdoti
Sfoglia la rivista online Abbonati subito

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Risponde il teologo

Si può far dire Messa per un defunto anche se non era una persona credente?

Rubrica: Risponde il teologo

Quello che dice la Chiesa dice sulla produzione e il commercio di armi

Rubrica: Risponde il teologo

«Vorrei sposare un musulmano», i passi da fare perché il matrimonio sia valido

Rubrica: Risponde il teologo

Parrocchie senza prete, cosa possono fare i laici?

Rubrica: Risponde il teologo

Non basta la ragione per conoscere Dio: la fede fa appello alla libertà dell’uomo

Potrebbero interessarti

Rubrica: Al Cinema

Il film: “La gazza ladra”, un apologo sulla debolezza e sul senso della giustizia

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Al Cinema

Il film: “Lumière – L’avventura del cinema”, da Lione al mondo intero

Logo ToscanaOggi Copyright 2026 ©Toscanaoggi.it

Il settimanale

  • Toscana Oggi
  • Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Carta del docente

Cet Notizie

  • Comunicati Cet
  • Vescovi Toscani
  • Conferenza Episcopale Toscana

Community

  • Facebook
  • Twitter
  • Newsletter
  • Contattaci

Home

  • Notizie dalle diocesi
  • Vita Chiesa
  • Toscana
  • Cultura & Società
  • Privacy Policy
  • Informativa Cookie
  • Trasparenza