Skip to content
0 prodotti
Area riservata
  • Home
  • Notizie
    • Giubileo 2025
    • Vita Chiesa
    • Papa Francesco
    • Toscana
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • Cultura & Società
    • Sport
  • Il Settimanale
  • Notizie dalle diocesi
    • Arezzo – Cortona – Sansepolcro
    • Fiesole
    • Firenze
    • Grosseto
    • Lucca
    • Massa Carrara – Pontremoli
    • Massa Marittima Piombino
    • Montepulciano – Chiusi – Pienza
    • Pescia
    • Pisa
    • Pitigliano – Sovana – Orbetello
    • Prato
    • San Miniato
    • Siena – Colle Valdelsa – Montalcino
    • Volterra
  • Rubriche
    • Risponde il teologo
    • Al Cinema
    • Lettere al Direttore
    • Campanile rock
  • Eventi
    • The di Toscana Oggi
    • Campanile Chef
    • Visite guidate
  • Shop
  • Tv e Media
    • Toscana Oggi Tv
    • Immagine
  • Cet Notizie
    • Conferenza Episcopale Toscana
    • Comunicati Cet
    • Vescovi Toscani
Area riservata
https://diventavolontario.it/

Rubrica: Risponde il teologo

3 Settembre 2020

Comunicare con i defunti, perché la Chiesa condanna lo spiritismo

di don Marco Pratesi

Vorrei sapere cosa pensa la Chiesa dei fantasmi. In fondo la comunicazione con il mondo dei defunti, attraverso la preghiera, fa parte della tradizione cristiana: possiamo pensare quindi che (senza cadere nelle varie forme di superstizione o magia) i morti abbiano la possibilità di interagire con noi dandoci messaggi o facendoci sentire in qualche modo la loro presenza?Lettera firmata Risponde don Marco Pratesi, direttore della Scuola di teologia della diocesi di PratoDistinguiamo tre livelli. Il primo: la fede della Chiesa afferma la comunione dei santi. «L’unione di coloro che sono in cammino [in vita] coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali» (Lumen Gentium 49). Vi è una «comunicazione» di beni spirituali: possiamo comunicare, «mandare» del bene al defunto, come il defunto a noi. Dal punto di vista nostro le strade per acquistare tale bene sono preghiera, carità e sacrificio. Dal punto di vista del defunto, dipende dalla sua condizione. Si tratta comunque di una comunicazione spirituale, ossia non sensibile; creduta, non sentita; oggetto di fede, non di percezione. In questo non c’è alcun pericolo, il fedele è anzi incoraggiato a coltivare questo tipo di rapporto, espressione della carità che tutti unisce nel corpo mistico di Cristo.Secondo livello: per «comunicazione» si può intendere qualcosa che sta sul piano sensibile. Il nostro lettore si pone su questo piano quando chiede se i morti possano darci messaggi e farci sentire (appunto) la loro presenza. Qui occorre richiamare due princìpi: 1) i mondi dei vivi e dei morti sono distinti 2) i vivi non esercitano dominio sul mondo dei morti. La vita terrena ha una sua struttura e sue leggi che devono permanere intatte. L’uomo vi esercita legittimamente e doverosamente un «dominio» (sapiente) che è volere di Dio (cf. Gen 1,26; Sap 9,2); dominio che invece non può e non deve esercitarsi sull’aldilà. Da questo deriva che non si cerca né si mette in atto alcunché per stabilire qualche tipo di comunicazione sensibile, come invece avviene nelle varie forme di necromanzia, spiritismo e analoghi, nitidamente condannate dalla Chiesa. La comunicazione sensibile deve essere frutto di una totale libertà sul versante ultramondano. Tradizionale e ammissibile è il ruolo del sogno, così come attesta la stessa S. Scrittura per messaggi divini (cf. Gen 20,3-6; 28,12; 31,11; Mt 1,20; 2,12 etc.). Da un lato infatti esso è del tutto sottratto a volontà, pianificazione e manipolazione umana; dall’altro il sonno rende la persona diversamente recettiva. In base ai princìpi suddetti sarebbe infine sospetta una continua interferenza dei defunti nell’ambito terreno, una sorta di convivenza, simbiosi col defunto. Fenomeni prolungati o addirittura abituali sono da valutare con grande attenzione e necessitano di un discernimento operato sotto la guida di persone spiritualmente affidabili. Il pericolo è lo snaturamento della struttura stessa dell’esistenza terrena, con risultati disastrosi per la salute spirituale e psicologica.Il terzo livello è richiamato dal lettore quando parla di «fantasmi». La parola indica genericamente fenomeni di apparizioni e manifestazioni (donde il nome) spontanee di figure più o meno evanescenti che hanno a che fare con il mondo occulto. Qui si entra in un campo assai variopinto, ove saranno da impiegare i criteri di fede unitamente a un sano esercizio della ragione, sempre nella realistica accettazione dei limiti dell’umana conoscenza.

Sfoglia la rivista online Abbonati subito

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Risponde il teologo

Si può far dire Messa per un defunto anche se non era una persona credente?

Rubrica: Risponde il teologo

Quello che dice la Chiesa dice sulla produzione e il commercio di armi

Rubrica: Risponde il teologo

«Vorrei sposare un musulmano», i passi da fare perché il matrimonio sia valido

Rubrica: Risponde il teologo

Parrocchie senza prete, cosa possono fare i laici?

Rubrica: Risponde il teologo

Non basta la ragione per conoscere Dio: la fede fa appello alla libertà dell’uomo

Potrebbero interessarti

Rubrica: Al Cinema

Il film: “La gazza ladra”, un apologo sulla debolezza e sul senso della giustizia

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Al Cinema

Il film: “Lumière – L’avventura del cinema”, da Lione al mondo intero

Logo ToscanaOggi Copyright 2026 ©Toscanaoggi.it

Il settimanale

  • Toscana Oggi
  • Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Carta del docente

Cet Notizie

  • Comunicati Cet
  • Vescovi Toscani
  • Conferenza Episcopale Toscana

Community

  • Facebook
  • Twitter
  • Newsletter
  • Contattaci

Home

  • Notizie dalle diocesi
  • Vita Chiesa
  • Toscana
  • Cultura & Società
  • Privacy Policy
  • Informativa Cookie
  • Trasparenza