Skip to content
0 prodotti
Area riservata
  • Home
  • Notizie
    • Giubileo 2025
    • Vita Chiesa
    • Papa Francesco
    • Toscana
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • Cultura & Società
    • Sport
  • Il Settimanale
  • Notizie dalle diocesi
    • Arezzo – Cortona – Sansepolcro
    • Fiesole
    • Firenze
    • Grosseto
    • Lucca
    • Massa Carrara – Pontremoli
    • Massa Marittima Piombino
    • Montepulciano – Chiusi – Pienza
    • Pescia
    • Pisa
    • Pitigliano – Sovana – Orbetello
    • Prato
    • San Miniato
    • Siena – Colle Valdelsa – Montalcino
    • Volterra
  • Rubriche
    • Risponde il teologo
    • Al Cinema
    • Lettere al Direttore
    • Campanile rock
  • Eventi
    • The di Toscana Oggi
    • Campanile Chef
    • Visite guidate
  • Shop
  • Tv e Media
    • Toscana Oggi Tv
    • Immagine
  • Cet Notizie
    • Conferenza Episcopale Toscana
    • Comunicati Cet
    • Vescovi Toscani
Area riservata
http://compagniairis.it/contatti/?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=cid_20969243886&utm_content=ad_689054790154&utm_term=iris%20firenze&gad_source=1&gbraid=0AAAAADplIR_5E68PIpmaZQ6nTrbcPOYfE&gclid=Cj0KCQjwzrzABhD8ARIsANlSWNP5T8G2JxCDIS4VK8pbQABrsJxcGmLr1wIe5LJjmkcByU1Dxv1DXqEaAkT6EALw_wcB

Rubrica: Risponde il teologo

13 Marzo 2007

Cosa si può dire quando muore un figlio?

di Archivio Notizie

Caro Teologo, riflettevo, qualche giorni fa, su una mia affermazione per «tentare» di dare conforto ad una signora che mi è molto cara. Forse le ho detto una stupidaggine, vista la sua reazione. Si tratta di una signora ottantenne e più alla quale, un anno fa, è venuto a mancare l’unico figlio. Due estati fa avevamo tanto pregato per lui: 50 anni, sposato, buon marito, padre di due figli. Anch’io ho un figlio solo e al solo pensiero di quanto soffre questa signora anziana mi immedesimo nel suo dolore e anch’io urlo a Dio che non è giusto.

Ci troviamo spesso in chiesa a recitare il rosario, ci salutiamo, ma il suo dolore lo leggo sul suo volto. Un giorno mentre l’accompagnavo a casa le dissi «Perdoni il Signore, Lo perdoni». In realtà ciò che quel grido significava era «butti il suo fardello su di Lui, confidi in Lui, Lo perdoni e cosi’ Lo amerà ancora di più…» Non mi ha capita. Il concetto di perdono è, purtroppo, slegato dal concetto d’amore: se io perdono Dio, anche nel dolore, mi sciolgo e il mio grido diventa un grido d’amore.

Tra qualche mese ci si ritroverà tutte le sere e io so che il suo volto tradirà ancora il suo dolore: come trovare le parole giuste? Grazie per la risposta.

Lelia Dal Santo

Risponde padre Saverio Cannistrà, docente di Teologia Sistematica Non credo che questa lettera richieda una risposta teologica, ma teologale, cioè di fede e speranza, una risposta che deve venire dall’interno, dallo Spirito che geme dentro ciascuno di noi, e non dalla «scienza» esterna del teologo. Una risposta che si dovrebbe riuscire a trovare solo nella preghiera, nell’ascolto della Parola, insomma nell’incontro personale con Dio.

A questo posso soltanto aggiungere che nell’invitare a «perdonare Dio» (come la signora ha fatto con la sua amica) mi pare si crei parecchia confusione. Infatti, se Dio è da perdonare, allora non esiste, diventa il nome di qualcos’altro (non so, la vita, il destino con cui bisogna riconciliarsi, in una sorta di amor fati).

Dio è certamente la risposta ultima a tutti gli interrogativi dell’esistenza. Ma appunto: è l’«ultima» risposta, sia in senso logico, sia in senso cronologico. Di fatto, nella nostra esistenza storica sono tante le domande che non trovano una risposta penultima e che dobbiamo lasciare aperte in attesa di giungere un giorno alla piena comprensione. Utilizzare Dio come risposta penultima espone a rischi molto grossi, o di superstizione o di non credenza. Pertanto, il nome di Dio va onorato con umiltà di creature, senza «nominarlo invano», come ci ammonisce uno dei primi e fondamentali comandamenti. A noi resta la possibilità, anzi il dovere, di condividere coi nostri fratelli e compagni di cammino la fatica, i dubbi, le angosce, testimoniando così ciò che di Dio abbiamo sperimentato: la sua vicinanza solidale.

Di Dio, in effetti, noi cristiani sappiamo una sola e fondamentale cosa: che è con noi, uomini finiti, peccatori, mortali. E per questo noi possiamo perdonare a noi stessi e ai nostri fratelli il male fisico, morale, spirituale di cui è ampiamente disseminata l’esistenza.

risponde il teologo
Sfoglia la rivista online Abbonati subito

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Risponde il teologo

Si può far dire Messa per un defunto anche se non era una persona credente?

Rubrica: Risponde il teologo

Quello che dice la Chiesa dice sulla produzione e il commercio di armi

Rubrica: Risponde il teologo

«Vorrei sposare un musulmano», i passi da fare perché il matrimonio sia valido

Rubrica: Risponde il teologo

Parrocchie senza prete, cosa possono fare i laici?

Rubrica: Risponde il teologo

Non basta la ragione per conoscere Dio: la fede fa appello alla libertà dell’uomo

Potrebbero interessarti

Rubrica: Al Cinema

Il film: “La gazza ladra”, un apologo sulla debolezza e sul senso della giustizia

Rubrica: Risponde il teologo

Cattolici e ortodossi, la Pasqua comune è una coincidenza provvidenziale

Rubrica: Al Cinema

Il film: “Lumière – L’avventura del cinema”, da Lione al mondo intero

Logo ToscanaOggi Copyright 2026 ©Toscanaoggi.it

Il settimanale

  • Toscana Oggi
  • Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Carta del docente

Cet Notizie

  • Comunicati Cet
  • Vescovi Toscani
  • Conferenza Episcopale Toscana

Community

  • Facebook
  • Twitter
  • Newsletter
  • Contattaci

Home

  • Notizie dalle diocesi
  • Vita Chiesa
  • Toscana
  • Cultura & Società
  • Privacy Policy
  • Informativa Cookie
  • Trasparenza