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Rubrica: Risponde il teologo

11 Novembre 2009

Creazione del mondo e «big bang»: Bibbia e scienza sono in contrasto?

di Archivio Notizie

Mio figlio (terza elementare) è tornato da scuola dicendo che la maestra gli aveva spiegato le origini dell’universo: il big bang, la nascita delle galassie, dei pianeti, delle prime forme di vita sulla terra… Ma allora, mi ha chiesto, quello che gli aveva detto la maestra di religione l’anno scorso quando gli aveva spiegato la creazione del mondo non era vero? Io ho provato a rispondere qualcosa usando i miei ricordi di catechismo ma non so se sono stata convincente. Mi piacerebbe avere il conforto di un esperto su come spiegare a un bambino il fatto che Bibbia e scienza non sono in contrasto.

Elena Ricci Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofiaLa richiesta della lettrice mi trova impreparato: non saprei proprio come esporre a un bambino che Bibbia e scienza non sono in contrasto, perché bisognerebbe che il bambino sapesse che cos’è e che cosa dice la Bibbia, e che cos’è e che dice la scienza. Tenterò di dare delle informazioni alla mamma affinché le possa utilizzare per parlare al bambino. Bibbia e scienza non sono in conflitto a meno che non vi si portino di proposito. Galilei riteneva che la Bibbia fosse una conoscenza che serve per andare in cielo, e la scienza per spiegare come è fatto il cielo. Il problema sorge quando uno dei due pretende che il suo punto di vista spieghi il tutto. Quando la scienza pretende di spiegare tutto l’universo solo dal punto di vista materiale, va incontro a falsità, perché vi sono cose non materiali: la conoscenza, l’amore, la libertà, la soggettività, la stessa vita, solo per fare qualche esempio. Così se volessimo spiegare tutto il reale solo dal punto di vista della Bibbia, è chiaro che sarebbe impossibile, perché la Bibbia come parola di Dio esprime il rapporto tra Dio e l’umanità, e non la possiamo pensare come un trattato scientifico sulla struttura atomica della materia.

Stanti queste distinzioni e sottolineato il divieto di fare di una prospettiva la visione globale del mondo, allora possiamo considerare dove Bibbia e scienza si toccano e dove si dividono: e veniamo al big bang. La scienza parla di big bang. Bene: ma di che cosa? Parla di evoluzione: ma di che cosa? Anche la Bibbia parla di evoluzione. Si legga il 1° capitolo della Genesi: Dio creò la luce, e poi il firmamento, e poi le acque… mi sembra questo un big bang molto più sensato che non quello oscuro, confuso, irrazionale della scienza. Infatti sembra che il mondo sia «datato», e prima del big bang cosa c’era? Che cosa faceva prima del big bang questa «massa enorme» (di materia, o di che?)? Perché non è esplosa prima o dopo di quando è esplosa, dato il tempo eterno? Se poi si dà l’esplosione della materia, vuol dire che il big bang suppone un mondo anteriore, ma questo è contraddittorio, perché se il primo fatto esistenziale è il big bang prima non c’era nulla, vuol dire che «nulla» preesisteva al big bang. Ma se non c’era nulla, come ha potuto esplodere il nulla? Quante domande!

La scienza non risponde, ma si limita a spiegare l’evoluzione, dicendoci che nella evoluzione una specie deriva dall’altra, ma non riesce a spiegare il mistero della vita, come sia sorta dalla materia. Non ci spiega com’è che tutte le evoluzioni di specie siano state migliaia, milioni di anni fa, e poi tutto sembra che si sia fermato, se non per minimi cambiamenti fisici. E questo contro il concetto stesso di evoluzione. Insomma nell’evoluzione certamente c’è un fattore materiale e fisico, perché tutte le cose di questo mondo comportano quelle qualità, ma da qui a dire che tutto si spiega con queste poche parole, mi pare esagerato. Il mondo racchiude infiniti e enormi misteri che la scienza neppure tocca, e dunque anche questi andrebbero ricondotti alla ragione scientifica, e non solo negati semplicemente.

A questa «scienza» la Bibbia apporta un raggio di «razionalità», quando ci dice che l’evoluzione non avviene in forza del caso (come afferma ad esempio Margherita Hack), ma in forza di una volontà e intenzionalità che è quella di Dio. In altri termini in quel 1° capitolo della Genesi, mi sembra che ci possiamo vedere il toccarsi tra Dio, l’azione creatrice, e il venire al mondo delle cose (il big bang). Qui s’inserisce l’indagine scientifica, la quale, ripeto, della creazione vede solo l’aspetto materiale e fisico, e non tutto il resto. Questo resto lo svolgono altre discipline: filosofiche, religiose, umanistiche, spirituali, oltre alle scientifiche. E se vogliamo arrivare a una spiegazione più vicina alla realtà sarà necessario mettere insieme tutti i risultati delle molteplici discipline, senza che alcuna si arroghi il diritto di essere l’unica a dire la verità.

Il bambino capirà? Non so. Ma certo sapere che il big bang si identifica coll’atto creativo di Dio e da quel momento l’azione divina non è più smessa, mi sembra più «razionale» e sensato di tante spiegazioni «scientifiche».

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