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Rubrica: Risponde il teologo

24 Settembre 2008

Dalla pluralità dei popoli può nascere l’unità

di Archivio Notizie

DI ANDREA DRIGANI

Giovedì 18 settembre Papa Benedetto XVI ha ricevuto, per la presentazione delle lettere credenziali, Jasna Krivošîc-Prpic, nuovo Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina presso la Santa Sede.

Il vostro Paese – ha esordito il Pontefice – sebbene piccolo come estensione è benedetto da una grande bellezza naturale, la Bosnia ed Erzegovina contiene, poi, anche una ricca mescolanza di culture e preziosi patrimoni. Tragicamente – ha osservato il Papa – queste differenze culturali ed etniche attraverso i tempi sono state, non di rado, una fonte di incomprensioni e di frizioni fino ad originare conflitti e guerre. Nessuna persona desidera la guerra; nessun genitore vuole un conflitto per i propri figli; nessun gruppo civile o religioso dovrebbe mai ricorrere alla violenza o all’oppressione. Ascoltando la voce della ragione – ha continuato Benedetto XVI – e animati dalla speranza che tutti desideriamo per noi stessi e per le generazioni che verranno, ogni individuo può trovare la forza per superare le divisioni del passato e forgiare davvero le spade in vomeri e le lance in falci (Isaia 2,4).

A tale riguardo – ha detto ancora il Pontefice – desidero dare atto ai progressi che vengono fatti per consolidare gesti di riconciliazione e per incoraggiare, a tal fine, la comunità internazionale a proseguire i suoi sforzi a sostegno della Bosnia ed Erzegovina. Confido che – ha aggiunto il Papa – imparando dalle severe lezioni degli anni recenti, verrà trovata l’energia per costruire un futuro con un forte senso di solidarietà. Da parte sua – ha affermato Benedetto XVI – la Chiesa in Bosnia ed Erzegovina continuerà a favorire il raggiungimento degli obbiettivi di pace e prosperità. Attraverso le sue parrocchie, scuole e strutture sanitarie, essa esercita la sua missione universale di carità in una triplice forma : materiale, intellettuale e spirituale. La sua partecipazione al dialogo ecumenico ed interreligioso dovrebbe essere vista come un’ulteriore servizio verso tutti.

La promozione dei valori morali, che derivano dalla ragione umana, non solo è parte della trasmissione delle tradizioni religiose – ha concluso -  ma nutre anche la più ampia cultura, motivando gli uomini e le donne di buona volontà a rafforzare tra di loro i legami e a dimostrare come una società unita possa in realtà sorgere da una pluralità di popoli.

benedetto xvi
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