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Rubrica: Risponde il teologo

30 Aprile 2015

Denunciare e combattere le nuove forme di schiavitù

di Redazione Toscana Oggi

L’abolizione storica della schiavitù come struttura sociale – ha detto il Papa – è la conseguenza diretta del messaggio di libertà portato al mondo da Cristo con la sua pienezza di grazia, verità e amore, con il suo programma delle Beatitudini. Purtroppo, in un sistema economico globale dominato dal profitto, si sono sviluppate nuove forme di schiavitù in certo modo peggiori e più disumane di quelle del passato. Ancora di più oggi, quindi, seguendo il messaggio di redenzione del Signore, siamo chiamati a denunciarle e a combatterle. Innanzitutto, dobbiamo far prendere più consapevolezza di questo nuovo male che, nel mondo globale, si vuole occultare perché scandaloso e «politicamente scorretto».

A nessuno piace riconoscere che nella propria città, nella propria regione o nazione ci sono nuove forme di schiavitù, mentre sappiamo che questo riguarda quasi tutti i Paesi. Dobbiamo denunciare questo flagello nella sua gravità. Già Benedetto XVI condannò senza mezzi termini ogni violazione della pari dignità tra gli esseri umani. Da parte mia – ha aggiunto Papa Francesco – ho dichiarato più volte che queste nuove forme di schiavitù (traffico di esseri umani, lavoro forzato, prostituzione, commercio di organi) sono crimini gravissimi, una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea.

Tutta la società è chiamata a crescere in questa consapevolezza, specialmente per quanto concerne la legislazione nazionale e la normativa internazionale, in modo da poter assicurare i trafficanti alla giustizia e reimpiegare i loro ingiusti guadagni per la riabilitazione delle vittime. Si dovrebbe cercare le modalità più idonee per penalizzare quanti si rendono complici di questo mercato disumano. Deve aumentare la conoscenza delle autorità civili per questa tragedia che costituisce un regresso dell’umanità. Tante volte queste nuove forme di schiavitù sono protette dalle istituzioni che devono difendere la popolazione da questi crimini. Vi incoraggio a proseguire in questo lavoro, col quale contribuite a rendere il mondo più cosciente di tale sfida. La luce del Vangelo è guida per chiunque si pone al servizio della civiltà dell’amore, dove le Beatitudini hanno una risonanza sociale. Bisogna costruire la città terrena alla luce delle Beatitudini e così camminare verso il Cielo in compagnia dei piccoli e degli ultimi.

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