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Rubrica: Risponde il teologo

6 Settembre 2011

È giusto usare il foglietto per seguire la Messa?

di Archivio Notizie

E’ giusto adoperare il foglietto per seguire la Messa? Scrive Marino Gobbin, docente di liturgia: «…aiutano ma limitano la creatività del Ministro e dei fedeli, distraggono perché concentrano in una lettura personale della Parola e non incentivano l’ascolto attento di quanto viene proclamato». E dopo la Messa, li dobbiamo portare a casa?

Gino Galastri

Risponde don Roberto Gulino, docente di LiturgiaL’origine dei foglietti che troviamo sui banchi delle Chiese la possiamo far risalire ai secoli scorsi, quando verso la fine del 1700 comparvero i primi «messalini» con la traduzione in italiano dei testi della Messa per aiutare i fedeli che non conoscevano il latino a seguire e capire quanto veniva svolto durante la celebrazione. L’uso di questi libri si incrementò soprattutto nel XIX secolo per l’influenza del movimento liturgico che chiedeva con forza la comprensione dei riti e l’avvicinamento della gente alla liturgia, abbastanza sconosciuta dalle maggioranza delle persone (ricordiamo che la celebrazione eucaristica era quasi interamente in latino, il sacerdote era rivolto verso l’abside, volgendo le spalle al popolo e recitava gran parte delle preghiere sottovoce, e senza microfono).

Il Concilio Vaticano II chiese di vivere le azioni liturgiche promuovendone la partecipazione, cioè il «prendervi parte», in modo pieno, attivo, consapevole, pio e fruttuoso (cfr Sacrosanctum Concilium 11, 14 e 48): è importante vivere profondamente ogni elemento rituale che ci propone la celebrazione – letture, orazioni, monizioni, dialoghi, acclamazioni, canti… Per dirla con uno slogan famoso, non dobbiamo essere spettatori passivi («Si va a prendere la Messa»), ma attori protagonisti, ciascuno con il proprio ministero, che partecipano insieme lasciandosi coinvolgere nella totalità del proprio essere – e la liturgia ci invita a pregare anche con l’attegiamento, con i movimenti, con la posizione del nostro corpo…

In questo orizzonte di senso è facile intuire la risposta al nostro amico lettore: nella celebrazione eucaristica, ad es. durante la liturgia della Parola, è importante ascoltare la proclamazione delle letture e non leggerle, anche se sottovoce o interiormente, dal foglietto. L’assemblea liturgica non può essere una sorta di sala di biblioteca dove ognuno legge individualmente e simultaneamente lo stesso testo. Tra ascoltare e leggere c’è una notevole differenza. Basti pensare ad una rappresentazione teatrale, all’esperienza di un concerto oppure ad una dichiarazione d’amore… chi sosterrebbe che è uguale immedesimarsi nel dialogo di una scena, cantare a squarciagola la canzone preferita, ascoltare le parole di chi si ama… dal leggere i testi della rappresentazione, del concerto o della dichiarazione da un foglietto? Tra l’ascolto e la lettura c’è un’enorme diversità! E la celebrazione liturgica è un’azione ben più profonda, reale, vera: il Signore stesso ci parla, si rende presente, ci permette di rivivere il suo mistero di salvezza oggi. Siamo invitati a partecipare il più possibile come un’unica famiglia che prega con un cuore solo ed un’anima sola.

Inoltre si pensi alla preghiera universale: proprio perché «preghiera dei fedeli», dovrebbe essere proposta dalla singola comunità – o almeno da un gruppettino – che, meditando precedentemente la Parola di Dio che verrà proclamata, può tradurla in richieste di preghiera anche per le situazioni e le persone di quella stessa realtà parrocchiale, cittadina o regionale (in questo senso: «limitano la creatività del Ministro e dei fedeli»). È difficile accettare l’idea di testi identici per tutti, sicuramente composti molti mesi prima del giorno della celebrazione.

Bandire quindi i foglietti dalle nostre chiese? Direi di no, vanno solo utilizzati al momento giusto! Di fatto hanno la grande utilità di presentare in un unico foglio i principali testi della celebrazione (quasi tutti riportano le letture, le orazioni e le antifone del giorno) in modo da poter leggere e riflettere prima dell’inizio della Messa sulle parole che poi ascolteremo e celebreremo insieme. Come pure, salvo esigenze particolari delle singole parrocchie, sono molto pratici da portare a casa e poter continuare a meditare sulle letture e sui testi eucologici in modo da estendere la preghiera della celebrazione domenicale a tutta la settimana.

Vanno quindi usati, ma con criterio, evitando il rischio – nonostante le buone intenzioni – di divenire un ostacolo per la piena partecipazione alla celebrazione comunitaria.

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