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Rubrica: Risponde il teologo

3 Dicembre 2008

Il dialogo tra bellezza e verità

di Archivio Notizie

DI ANDREA DRIGANI

Martedì 25 novembre Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera all’arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione della tredicesima seduta pubblica delle Pontificie Accademie dedicata al tema «Universalità della bellezza: estetica ed etica a confronto». La necessità e l’urgenza di un rinnovato dialogo tra bellezza, verità e bontà – scrive il Papa – ci vengono riproposte non solo dall’attuale dibattito culturale ed artistico, ma anche dalla realtà quotidiana. A diversi livelli, infatti, – continua il Pontefice – emerge drammaticamente la scissione tra le due dimensioni, quella della ricerca della bellezza, compresa però come forma esteriore, e bontà delle azioni che si compiono per realizzare una certa finalità. Una ricerca della bellezza che fosse estranea o avulsa dall’umana ricerca della verità e della bontà si trasformerebbe – aggiunge Benedetto XVI – in un itinerario che sfocia nell’effimero, nell’apparenza banale e superficiale o addirittura in fuga verso paradisi artificiali, che mascherano il vuoto e l’inconsistenza interiore.

Il Pontefice dopo aver rammentato l’impegno per allargare gli orizzonti della ragione anche in questa ambito, ha osservato che una ragione che volesse spogliarsi della bellezza risulterebbe dimezzata, come anche una bellezza priva della ragione si ridurrebbe ad una maschera vuota ed illusoria. Il discepolo di Cristo – prosegue il Papa – è chiamato dal Signore a «rendere ragione» a tutti della bellezza e della verità della propria fede: »Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,16). La bellezza delle opere di cui parla il Vangelo – afferma il Pontefice – rimanda oltre, ad un’altra bellezza, verità e bontà che soltanto in Dio hanno la loro perfezione e la loro sorgente ultima. La nostra testimonianza deve nutrirsi di questa bellezza, la nostra missione quotidiana deve diventare – ha concluso il Papa – eloquente trasparenza della bellezza dell’amore di Dio per raggiungere i nostri contemporanei non sempre propensi ad accogliere una bellezza in piena armonia con la verità e la bontà, ma pur sempre desiderosi e nostalgici di una bellezza autentica.

benedetto xvi
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