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Rubrica: Risponde il teologo

20 Luglio 2004

Maria, custode della verità: «Serbava nel cuore…»

di Archivio Notizie

«Sua madre tutte le cose serbava in cuore» (Luca 2,51b). Quel «serbare» utilizzato dall’evangelista Luca non allude all’azione d’un collezionista; quel «tutte le cose» dallo stesso menzionato non sottintende la genericità indistinta d’un ammassare informazioni. La personalità di Maria era aliena da siffatte maniere di impatto con le concretezze del quotidiano o dello straordinario. Lei non subisce gli eventi: li vive; non cataloga le parole: le pensa; non idoleggia i messaggi: li asseconda; non sogna le persone: si relaziona nella verità di ciascuna.

Soprattutto il vangelo secondo Luca testimonia quello stile di Maria del serbare e meditare e confrontare: azioni che traspariscono una personalità, quella di Maria custode. La sua vicenda vocazionale inizia con il colloquio tra l’angelo nunziante e lei giovane fanciulla in procinto di concretare uno sponsale progetto normale per ogni coppia affiatata in comunanza di amore: nella mente recepisce il messaggio, nella volontà accoglie la parola, nel grembo comincia a custodire la vita del figlio dell’Altissimo incarnato per opera dello Spirito santo (Luca 1,26-38). Furono quelle straordinarie parole e quella maternità straordinaria che forgiarono la personalità accogliente di Maria. Dopo di allora ella prosegue a serbare in cuore tutte le cose. I giorni del natale a Betlemme i pastori confermano l’annuncio angelico della nascita del salvatore, il Cristo Signore scaturigine della gioia di tutto il popolo: quel completamento di messaggi alla madre familiari aggiunge stupore a quanti li, ossia Maria stessa e Giuseppe nella casa della natività; ma lei interiorizza lo stupore, confronta i contenuti, verifica gli accadimenti (Luca 2,19). Di nuovo la madre è impegnata a serbare in cuore il contenuto di eventi nella fanciullezza del figlio: la sosta autonoma a Gerusalemme nel tempio, le parole arcane – allora – del suo vincolo con la volontà del vero Padre (Luca 2,51b). Con identico atteggiamento accogliente verosimilmente Maria si colloca all’interno di successivi eventi: a Cana raccoglie l’annuncio di Gesù che attende la sua ora e constata la manifestazione della sua gloria (Giovanni 2,1-12); sul Calvario, nell’ora della consumazione di ogni obbedienza, apre il materno e verginale suo cuore a ogni fratello del crocifisso che risorgerà (Giovanni 19,25-27); nel cenacolo condivide la donazione dello Spirito santo (Atti 1,14:2,14).

Maria è custode della totalità di Cristo per la grazia dello Spirito santo.

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